Influenza, i virus che colpiranno gli italiani saranno più insidiosi. Intervista al virologo Fabrizio Pregliasco

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Milano, 25 settembre 2019 – L’inverno è in arrivo e milioni di italiani si preparano ad affrontare una delle sue più insidiose conseguenze: l’influenza. Con l’arrivo del freddo circa duecento – tra virus influenzali e simil-influenzali – costringeranno a letto molte persone. Ma che influenza ci aspetta per il prossimo inverno? Lo abbiamo chiesto al prof. Fabrizio Pregliasco, Virologo, Ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano e Direttore sanitario I.R.C.C.S. Istituto Ortopedico Galeazzi.

Professor Pregliasco, che influenza ci aspetta quest’anno? Quali saranno le sue caratteristiche?
Per capire che influenza ci aspetterà nell’inverno 2019 come sempre guardiamo all’altro emisfero, che rappresenta un’anticipazione di quello che succederà da noi. Ad oggi la stagione influenzale in Australia non sembra essere pesantissima, con un numero di casi leggermente sotto la media. Tuttavia, non va dimenticato che in Australia il periodo a rischio non è finito e che le cose potrebbero ancora cambiare.

Ci si aspetta l’arrivo di nuovi virus per il prossimo inverno?
I virus influenzali di quest’anno saranno più ‘insidiosi’, perché si sono diffuse due nuove varianti dei virus, H3N2 – H1N1, che oltre ad avere una maggior capacità diffusiva, sono quelle forme influenzali che – soprattutto l’H1N1 nei piccoli e l’H3N2 nei più anziani e fragili – possono provocare maggiori severità e un più alto rischio di complicanze. Oltre a questi, saranno presenti anche i virus B/Colorado e A/Kansas che sono varianti già conosciute dalle precedenti stagioni.

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Prof. Fabrizio Pregliasco

Quante persone si stima verranno colpite?
Ci aspettiamo di avere circa 6 milioni di casi, con un’incidenza leggermente inferiore rispetto allo scorso anno e al 2017 (quando si è arrivati a 8 milioni). Ai 6 milioni che saranno colpiti da ‘vera’ influenza, vanno poi aggiunte altre 8 milioni di persone che contrarranno gli altri virus simil-influenzali.

Come distinguere la “vera influenza” dalle altre sindromi da raffreddamento o da virus para-influenzali?
Oltre ai virus influenzali veri e propri, esistono oltre 262 tipi di virus simil-influenzali, riconoscibili dal fatto che provocano un’intensità inferiore nella sintomatologia. Questi vengono trattati allo stesso modo dei virus influenzali, ovvero con farmaci di automedicazione e, nel caso in cui dopo tre giorni la situazione non migliori, con una visita dal medico di base.

L’influenza si distingue da tutte le altre forme virali per tre caratteristiche:

  • insorgenza brusca della febbre oltre il 38°;
  • presenza di almeno un sintomo sistemico: dolori muscolari/articolari;
  • presenza di almeno un sintomo respiratorio: tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale, mal di gola.

Se insorgono contemporaneamente questi tre sintomi si può parlare di influenza. Se invece mancano – salvo alcune variazioni nei bambini e negli anziani –allora non si parla di vera influenza, ma di forme parainfluenzali (come il raffreddore).
Queste sono chiamate ‘infezioni respiratorie acute’, e presentano una minore intensità. I virus possono essere messi in una scala a seconda della loro intensità: si parte dal Rino Virus, la forma di virus simil-influenzale più blanda, fino ad arrivare alle vere e proprie forme influenzali. A queste vanno ad aggiungersi le forme di virus gastrointestinali.

Sia che si tratti di influenza vera e propria sia di patologie simil-influenzali, l’obiettivo dei farmaci di automedicazione è quello di attenuare i sintomi e tenerli sotto controllo, senza azzerarli, per seguire l’andamento della malattia e per non subire quegli effetti collaterali che sono più evidenti se si va oltre le quantità previste nella posologia del foglietto illustrativo.

Quanto è importante vaccinarsi contro l’influenza? Ci sono categorie per cui è necessario?
La vaccinazione è un’opportunità per tutti, ma ha una impellenza sempre più alta al crescere della fragilità del soggetto (anziani, chi soffre di patologie a livello cardiaco e respiratorio a tutte le età, malattie tumorali, …). A tutti i soggetti a rischio, il Servizio Sanitario Nazionale offre la vaccinazione gratuita. Anche per le donne in gravidanza, le nuove circolari suggeriscono la vaccinazione a qualsiasi mese.

Il vaccino mette al riparo da tutti i virus in circolazione?
Il vaccino contro l’influenza non ci mette a riparo da tutti i virus in circolazione, ma da quelli influenzali. Quest’anno il vaccino sarà prevalentemente quadrivalente, conterrà cioè 4 virus. I vaccini nascono negli anni ’60 come vaccini monovalenti. Poi, con l’insorgere di stagioni con la presenza di più virus, sono nati i vaccini bivalenti, trivalenti fino ad arrivare ai quadrivalenti, per allargare il più possibile l’ombrello protettivo. I vaccini quadrivalenti di quest’anno conterranno:

  • antigene analogo al ceppo A/Brisbane/02/2018 (H1Nl) pdm09;
  • antigene analogo al ceppo A/Kansas/14/2017 (H3N2);
  • antigene analogo al ceppo B/Colorado/06/2017 (lineaggio B/Victoria/2/87)
  • antigene analogo al ceppo B/Phuket/3073/2013-like (lineaggio B/Yamagata/16/88)

Nel caso dei vaccini trivalenti, l’OMS raccomanda, per il virus dell’influenza B, l’inserimento dell’antigene analogo al ceppo B/Colorado/06/2017 (lineaggio B/Victoria/2/87). Va ricordato che la vaccinazione non garantisce protezione totale dai virus dell’influenza ma ne riduce notevolmente la probabilità di contagio o di un contagio in modo pesante. Mentre, come detto, il vaccino non mette al riparo dagli altri virus simil-influenzali. Il successo del vaccino va comunque misurato in ottica salvavita: i dati testimoniano infatti che il vaccino riduce la mortalità legata all’influenza nei soggetti a rischio. L’obiettivo principale del vaccino è proprio quello di dare copertura ai soggetti fragili e ridurne la mortalità associata.

Oltre al vaccino, come è possibile prevenire l’influenza? Igiene sanitaria, sana alimentazione e corretti stili di vita, quali altri eventuali suggerimenti per rafforzare il sistema immunitario?
I comportamenti sopra citati – igiene sanitaria, come lavarsi spesso le mani, corretta alimentazione, ma anche evitare gli sbalzi di temperatura – sono tutti utili per prevenire il contagio. Oltre a questi, i probiotici sono un’opzione per l’aumento delle difese immunitarie, perché se si ha una flora intestinale sana il sistema immunitario può ‘concentrarsi’ nel combattere le infezioni delle vie respiratorie e i virus dell’influenza. Se invece c’è un intestino dalla flora intestinale debole, il sistema immunitario deve ‘dividersi’ su più fronti, riducendo la sua efficacia contro i virus.

Ci aiuta a delineare l’identikit dell’“influenzato” perfetto? Quali sono le buone azioni che bisogna mettere in atto in caso di influenza?
Il primo comportamento corretto da assumere è quello di non ‘fare gli eroi’. Evitare ad esempio di fare sforzi fisici in caso di influenza, perché riduce le difese immunitarie e si è più esposti al rischio di complicanze. Lato farmaci di automedicazione,è importante utilizzarli in modo responsabile, leggendo sempre il foglietto illustrativo. Mai, ad esempio, esagerare nelle dosi per azzerare completamente i sintomi dell’influenza (se ad esempio si abbassa troppo la temperatura, si fa il gioco del virus, rischiando che l’influenza non passi e aumentando il rischio di eventuali complicanze respiratorie). I farmaci di automedicazione vanno presi per tenere sotto controllo i sintomi durante il decorso della malattia.

Secondo la sua esperienza, quali sono gli ‘errori’ più comuni che le persone commettono quando si ammalano?
Andare subito Pronto Soccorso: anche se non è un comportamento rischioso per la propria salute, si rischia di intasare il servizio e infettare gli altri. È fondamentale assumere dei comportamenti di responsabilità sociale ed evitare il più possibile di contagiare altri soggetti. Per salvaguardare la propria salute, è importante evitare gli sbalzi termici e riposare molto. Anche usare male i farmaci va assolutamente evitato, soprattutto nel caso di antibiotici: qui è importante non fare autoprescrizione ma utilizzarli solo ed esclusivamente dietro prescrizione medica.

Ha notato dei nuovi trend nell’affrontarla? (es. più consapevolezza di come combattere l’influenza, tendenza a credere a false informazioni, ecc.)
Negli ultimi tempi si nota una tendenza alla disaffezione alla vaccinazione e una sottovalutazione della malattia. Si sottostimano i rischi di una patologia che, se mal gestita, può invece creare guai e mortalità nei soggetti a rischio. È importante invece trattarla correttamente a tutte le età e proteggersi sempre di più man mano che l’età avanza. In merito ai vaccini, quando i Medici di Medicina Generale sono coinvolti attivamente, i numeri aumentano. Nei soggetti a rischio, come gli anziani, c’è un trend in crescita, arrivando al 52% di anziani vaccinati. Prendendo invece tutta la popolazione, i vaccinati contro l’influenza sono circa il 14%.

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