Il futuro della salute mentale: a Genova si confrontano Istituzioni e Associazioni

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Genova, 11 ottobre 2019 – Oggi a un anno dalla firma del Patto sulla Salute mentale – lanciato nel quarantennale di approvazione della legge di riforma psichiatrica (2018) – sono stati presentati a Quarto, presso lo Spazio 21 nell’ex Ospedale Psichiatrico, i primi risultati di un significativo percorso dove Istituzioni, Enti e Associazioni hanno deciso di confrontarsi attraverso la condivisione e il dialogo sui percorsi di cura e sulla costruzione della migliore autonomia possibile per le persone con problemi di salute mentale.

Al partecipato evento è intervenuto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti che ha affermato: “La filosofia alla base del Patto per la Salute è la stessa con cui stiamo affrontando tutta la sanità per renderla sostenibile e davvero utile ai cittadini, secondo il concetto del prendersi cura di noi stessi e degli altri anche sul territorio e non solo negli ospedali, anche attraverso il coinvolgimento del mondo delle associazioni territoriali e dei familiari dei pazienti.

Nel levante cittadino stiamo sperimentando un nuovo modello di presa in carico dei soggetti più fragili. Qui a Quarto, nella sede dell’ex ospedale psichiatrico, stiamo anche lavorando per realizzare la nuova Casa della Salute che da febbraio del prossimo anno sarà aperta ai cittadini: un lavoro imponente, su un’area di 2.500 metri quadrati, secondo un cronoprogramma che è pienamente rispettato”.

Il vicepresidente e Assessore alla Sanità Sonia Viale, che ha aperto il convegno, ha aggiunto: “Questa iniziativa ha restituito il senso di una comunità che sta lavorando con obiettivi comuni su un tema molto complesso che è quello della salute mentale. Per quanto riguarda Regione abbiamo mantenuto uno degli impegni che ci siamo assunti firmando il patto, un anno fa, ovvero la costituzione dell’Osservatorio per la Salute Mentale che si è riunito in più occasioni in particolare con la partecipazione del mondo delle associazioni. Questo è un fattore fondamentale perché i problemi da affrontare sono quelli concreti della vita quotidiana: il dopo di noi, la vita indipendente, le strutture di accoglienza residenziali che devono essere diversificate a seconda delle patologie. C’è ancora tanto da fare, partendo però dalla base ideale di una comunità che confronta e si stringe su un tema che ha radici lontane nel modo in cui viene affrontato qui a Genova ma che sta raccogliendo anche la sfida dei nuovi modelli organizzativi”.

Sono cinquantasei i firmatari del Patto per la Salute Mentale che si sono confrontati secondo il modello di Medicina di condivisione promosso da tempo da ASL3 Genova, volto a favorire la collaborazione della Comunità su temi di salute pubblica, come ha spiegato Luigi Carlo Bottaro, Direttore Generale di Asl3: “Il patto rappresenta un ottimo esempio di concertazione tra cittadini, istituzioni, servizi e società civile. Si tratta di un percorso che ha favorito un dialogo aperto e costruttivo che ha già portato alla costituzione di una Consulta e di un Osservatorio Regionale per la Salute Mentale”.

Nell’ambito del convegno – organizzato da Asl3 e promosso da Regione Liguria, Assessorato alla Sanità e Alisa, in collaborazione con il Coordinamento delle Associazioni di Familiari e Utenti della Salute Mentale, il Coordinamento per Quarto e Quarto pianeta – sono stati presentati anche i resoconti del lavoro svolto dai quattro tavoli con la Consulta Mentale Asl3 su: Autonomia e vita indipendente; Ruolo dei familiari; Circoli territoriali; Formazione.

Attualmente è in corso di svolgimento una tavola rotonda sull’importanza del “fare rete”.

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