HIV pediatrico, malattia trascurata. MSF: “Le case farmaceutiche si dimenticano dei bambini”

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Medici Senza Frontiere critica il settore farmaceutico per aver trascurato lo sviluppo di farmaci antiretrovirali pediatrici

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Roma, 30 novembre 2018 – In vista della riunione che si svolgerà il 6 e 7 dicembre presso la Città del Vaticano sull’ampliamento della diagnosi e della cura dell’HIV nei bambini, l’organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) critica le aziende farmaceutiche per i ritardi e la mancata elaborazione di formulazioni appropriate per i bambini.

I Paesi in via di sviluppo hanno difficoltà a fornire ai bambini sieropositivi i trattamenti raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), proprio perché le versioni pediatriche di questi farmaci non sono disponibili laddove ce ne sarebbe bisogno.

“Le aziende farmaceutiche semplicemente non considerano una priorità i bambini con l’HIV, costringendoci a utilizzare trattamenti obsoleti e subottimali, il che rende più difficile per i nostri piccoli pazienti seguire il trattamento e rispettarne l’adesione. Peggio ancora, la crescente resistenza ai farmaci antiretrovirali esistenti nei Paesi dell’Africa sub-sahariana fa sì che i trattamenti più vecchi potrebbero non funzionare nei neonati e nei bambini che invece hanno urgente bisogno di migliori opzioni di trattamento – dichiara il dott. Ruggero Giuliani, medico infettivologo e vicepresidente di MSF – Per quanto tempo i bambini sieropositivi dovranno continuare a soffrire o morire a causa di questa indifferenza?”.

L’HIV pediatrico rimane una malattia trascurata. Essendo il mercato dei farmaci pediatrici limitato, questi non sono mai stati una priorità per le multinazionali farmaceutiche o per i produttori di generici. I ritardi hanno interessato sia lo sviluppo e l’introduzione di nuove formulazioni di farmaci pediatrici, sia il potenziamento delle formulazioni esistenti.

Durante l’incontro tenutosi sempre al Vaticano lo scorso anno, i rappresentanti di organizzazioni sanitarie globali e i dirigenti di aziende farmaceutiche si sono impegnati a migliorare l’accesso alle cure per bambini e adolescenti sieropositivi, ma da allora sono stati fatti pochissimi progressi.

L’OMS raccomanda a tutti i bambini con diagnosi di HIV di iniziare immediatamente la terapia antiretrovirale. Ma senza formulazioni pediatriche ottimali, i Paesi continueranno ad avere enormi difficoltà ad attuare questa raccomandazione.

La copertura terapeutica tra i bambini affetti da HIV è inaccettabilmente bassa, con solo il 52% dei bambini sieropositivi sotto trattamento nel 2017. Inoltre, la metà di questi bambini continua a ricevere regimi subottimali, con un rischio aumentato di importanti effetti collaterali, resistenza e fallimento del trattamento.

Nell’Africa sub-sahariana, dove vive il 90% di tutti i bambini sieropositivi, vi sono alti tassi di resistenza ai farmaci antiretrovirali esistenti, tra cui nevirapina ed efavirenz. Il tasso di mortalità tra i bambini sieropositivi rimane elevato, specialmente durante i primi quattro anni di vita. Nel 2017, le malattie legate all’AIDS hanno ucciso 110.000 bambini in tutto il mondo.

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