Tumore del polmone, TAC a basse dosi si conferma esame-salvavita. Lo rivela uno studio

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L’ultimo studio europeo conferma che l’esame riduce la mortalità nei forti fumatori. Istituto Europeo di Oncologia: “Ora avanti nel cercare nuovi esami per estendere gli screening e portare alla Tac le persone che rischiano di più”

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Milano, 27 settembre 2018 – Sono stati presentati al Word Conference on Lung Cancer di Toronto, il congresso più importante al mondo sul tumore polmonare, i risultati dello studio clinico NELSON, il più grande studio randomizzato europeo per la diagnosi precoce del cancro del polmone nei forti fumatori. I risultati hanno indicato una riduzione di mortalità da tumore del 26% tra gli uomini e oltre il 39% tra le donne sottoposte a TC a bassa dose, rispetto al gruppo di controllo.

Questi risultati hanno confermato e perfino superato i risultati del precedente studio americano NLST, che dimostrava una riduzione di mortalità del 20% nei soggetti sottoposti a TC a bassa dose. L’attuazione dello screening nei soggetti fumatori deve pertanto essere considerata una priorità, sia a livello nazionale che Europeo.

“L’Istituto Europeo di Oncologia è stato pioniere a livello internazionale nella ricerca sulla diagnosi precoce del tumore polmonare – dichiara il prof. Massimo Bellomi, Direttore della Radiodiagnostica IEO – Gli studi sull’efficacia della TAC a bassa dose sono iniziati qui da noi nel 2000, e da allora seguiamo circa 6.000 persone ad alto rischio di sviluppare un tumore del polmone”.

“Fino ad oggi abbiamo salvato la vita a più di 150 pazienti diagnosticando il tumore in fase iniziale – continua il prof. Lorenzo Spaggiari, Direttore del Programma Polmone allo IEO – quando la malattia ha alte probabilità di guarire con un intervento poco invasivo. Possiamo fare ancora di più. Ora la sfida della diagnosi precoce è trovare il modo di selezionare meglio le persone da candidare a TAC a basse dosi, che è un esame molto costoso e difficilmente utilizzabile come screening di primo livello per tutta la popolazione dei forti fumatori”.

“L’Impegno IEO – conclude Cristiano Rampinelli, referente Tac della Divisione di Radiologia IEO e Consigliere di Radiologia Toracica della sezione di radiologia toracica della SIRM, Società Italiana di Radiologia Medica Italiana – è attualmente verso l’introduzione di nuove tecniche diagnostiche, come il naso elettronico e l’uso di biomarcatori (ad esempio il micro-RNA e l’esame delle urine), affiancate dallo sviluppo di metodiche avanzate di imaging come la radiomica. Saremo così in grado di individuare, all’interno della popolazione dei fumatori, il sottogruppo a maggior rischio di malattia da sottoporre a Tac a basse dosi, che oggi si conferma come esame-salvavita per il tumore del polmone”.

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