Nutrizione e malattie croniche. Dalla prevenzione ai percorsi terapeutici integrati

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L’Associazione italiana di Dietetica e Nutrizione clinica riunita a Roma per fare il punto sulle più recenti scoperte scientifiche nel campo della nutrizione e applicarle nella prevenzione delle malattie croniche.
XVI Corso Nazionale ADI – 10-12 dicembre, Roma

famiglia-bambini-ciboRoma, 4 dicembre 2015 – Tre giorni di discussioni, tavole rotonde e sessioni pratiche riuniranno i professionisti della nutrizione dal 10 al 12 dicembre a Roma in occasione del XVI Corso nazionale dell’ADI – Associazione italiana di Dietetica e nutrizione clinica, la prima associazione nata in Italia (1950) sui temi della nutrizione che conta oggi circa 2.000 iscritti.

Il corso ha l’obiettivo di fare un aggiornamento sulle più recenti scoperte scientifiche nel campo della nutrizione, applicarle nella pratica quotidiana e favorire l’integrazione delle varie professionalità, che si occupano di prevenzione e cura delle malattie croniche non trasmissibili, in particolare di obesità, diabete, tumori, malnutrizione e nutrizione artificiale.

Recenti evidenze scientifiche hanno dimostrato, infatti, che un approccio multiprofessionale integrato, inserito nei percorsi terapeutici, può migliorare la responsabilizzazione del paziente empowerment, l’adesione alle cure e la qualità di vita.

“Le malattie croniche richiedono una gestione multidimensionale, centrata sulla persona, e non soltanto sulla malattia, che coinvolga competenze sia di ambito specialistico, sia riabilitativo e di educazione terapeutica – commenta Lorenza Caregaro, segretario generale ADI – È ormai evidente che alimentazione e stile di vita hanno assunto un ruolo centrale in questo approccio. Lo dimostrano le più recenti acquisizioni scientifiche nel campo dell’epigenetica che hanno messo in luce come lo stile di vita della mamma prima del concepimento e durante la gravidanza sia in grado di influenzare nel nascituro il rischio di malattie metaboliche e cardiovascolari”.

L’implementazione di tale approccio, tuttavia, è solo all’inizio, secondo ADI, le principali criticità riguardano le difficoltà di applicazione e contestualizzazione nelle diverse realtà assistenziali, le barriere organizzative, la carenza di personale adeguatamente formato e la scarsità di risorse.

Durante le giornate del corso si cercherà quindi di trovare delle soluzioni comuni a queste criticità anche grazie alle sessioni pratiche di tipo interattivo dove verranno trattati in particolare temi come i disturbi alimentari e l’educazione terapeutica nel trattamento dell’obesità in età evolutiva e adulta. Altre sessioni di carattere pratico saranno dedicate ad alcune tematiche molto dibattute, quali l’utilizzo delle diete vegetariane e delle diete chetogeniche in oncologia, la corretta definizione dei fabbisogni proteico-calorici nel soggetto obeso in nutrizione artificiale, la standardizzazione delle metodiche di valutazione dello stato nutrizionale e la diagnostica clinica della sarcopenia.

fonte: ufficio stampa

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