L’era dei nuovi poveri, CRI: “Migliaia le richieste di aiuto a cui diamo risposta”

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Roma, 17 ottobre 2018 – Tutti i giorni sono in prima linea, pronti a tendere la mano a chi è in difficoltà. Dalla distribuzione di generi alimentari e beni di prima necessità, alle attività lavorative volte a formare le persone per l’inclusione lavorativa, passando per il sostegno medico e psicologico. Sono centinaia i volontari della Croce Rossa quotidianamente impegnati in attività sociali e sanitarie di supporto alle persone, negli oltre seicento Comitati sparsi su tutto il territorio italiano.

“La povertà è una piaga che affligge milioni di persone nel nostro Paese, che ruba speranza e diritti”, spiega il consigliere nazionale della CRI, Paola Fioroni, stamattina alla presentazione del “Rapporto sulle Povertà” della Caritas.

“Il numero delle persone e delle famiglie in condizioni di disagio sociale che si rivolgono a noi è in costante aumento. Lavorare insieme per analizzare i bisogni, condividere buone prassi, scambiare esperienze e fare rete è la strada migliore per rispondere ai bisogni multidimensionali delle persone vulnerabili. Quotidianamente i nostri volontari cercano di comprendere i loro bisogni e supportarli, affinché possano recuperare dignità e umanità messe a dura prova dalle difficoltà economiche e dall’emarginazione sociale”, prosegue Fioroni.

Secondo gli ultimi dati forniti dall’Istat sono oltre cinque milioni le persone che in Italia vivono al di sotto della soglia di povertà. Dall’inizio dell’anno volontari e operatori dei Comitati CRI hanno offerto assistenza alimentare, vestiario e medicinali a centinaia di migliaia di loro: 196.282 solo tramite il programma europeo di aiuti agli indigenti (FEAD) – meglio conosciuto come “progetto Viveri Agea” – del quale la CRI fa parte da quattro anni.

Senza dimenticare gli sportelli sociali, vere sentinelle del bisogno, gli empori, le mense solidali, i dormitori, i progetti finalizzati all’inclusione lavorativa e l’attività costante e diffusa delle Unità di Strada CRI, che ogni sera girano per le strade delle città metropolitane e non solo per prendersi cura di migliaia di persone senza dimora, offrendo loro generi alimentari, beni di prima necessità, ma anche supporto psicologico e cure mediche.

“Viviamo l’era dei nuovi poveri, quelle persone che pur lavorando non riescono a sbarcare il lunario, sia per l’elevato tasso di disoccupazione giovanile, sia per l’aumento del costo della vita – aggiunge la Fioroni – Per combattere antiche e nuove povertà è necessario riattivare il senso di comunità e la cooperazione sociale, promuovere e sviluppare l’empowerment delle persone e allontanarci dall’assistenzialismo tout-court”.

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