Endometriosi, le donne fanno squadra ad Aquileia

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Aquileia, 8 giugno 2017 – “Sono Michela, ho 31 anni. La mia storia inizia quando ne avevo 13, con i primi dolori durante il ciclo mestruale e, all’inizio, è uguale a quella di tutte: anni di dolori senza essere comprese e credute (sentirsi dire, ad esempio: “E’ tutto nella tua testa, non hai niente” oppure “Non sai sopportare il dolore, non fare la bambina. Sii donna”), innumerevoli corse in ospedale ed essere dimesse con una diagnosi errata, sentirsi diverse dalle amiche, rinunciare alla vita di una normale adolescente, imbottirsi di antidolorifici, ritardo nella diagnosi e molto altro”.

Michela, come Sonia Manente, la presidente dell’associazione Endometriosi Friuli Venezia Giulia, a cui la malattia è stata diagnosticata solo a 33 anni, dopo che dai 13 conviveva con un dolore diffuso in tutto il corpo e un senso di stanchezza costante.

Tante storie lette ieri sera dalla giornalista Annalisa Anastasi, nel corso dell’incontro organizzato dalla Onlus in collaborazione con la Pro Loco di Aquileia, che ha visto il patrocinio del Comune e del Comitato Regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia.

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La sintesi di 18 anni passati sul territorio dalla presidente Manente per fare ascoltare la richiesta di aiuto delle donne e delle famiglie che spesso cade nel vuoto, riuscendo a far approvare la prima legge regionale in materia in Friuli Venezia Giulia.

Manente ha, inoltre, seguito altre regioni in questo iter progettuale ovvero Puglia, Molise e, in parte, la Sardegna.
“Durante la serata ho ricevuto, tramite il dottor Ricci, un’importante comunicazione dal direttore centrale della Direzione centrale salute, integrazione socio-sanitaria, politiche sociali e famiglia, Adriano Marcolongo, in merito all’iter di richiesta dei LEA”, spiega Sonia Manente, la quale prosegue: “La presenza numerosa e il coinvolgimento del pubblico in sala, che è restato fino alla fine della serata, dimostra quanto l’associazionismo sia importante per sensibilizzare opinione pubblica e medici. Risulta fondamentale, infatti, una diagnosi precoce per evitare danni peggiori a donne che hanno molto sofferto. E’ necessario capire che la malattia intacca organi vitali e che un’assistenza adeguata va garantita non solo in connessione all’infertilità, per la quale esistono, al momento, numerose tutele. Queste donne spesso perdono il lavoro, non possono condurre una vita normale. E’ per questo che da anni mi batto e promuovo corsi di formazione, come l’ultimo, con i massimi esperti in materia, dell’11 marzo scorso a Udine. Il mio obiettivo – conclude Manente – è che le donne trovino nell’associazione un punto di riferimento perché nessuna deve sentirsi abbandonata o patire ciò che ho sofferto io e tante altre come me”.

A portare i saluti i consiglieri regionali Giuseppe Sibau di Autonomia Responsabile e Roberto Novelli di Forza Italia che hanno voluto partecipare all’incontro con il proposito di sostenere nelle sedi opportune le richieste delle malate, l’assessore comunale alle Politiche Sociali, Roberta Ventura e Nadia Cossar della locale Pro Loco.

Nel corso della serata hanno fornito il proprio contributo Giuseppe Ricci, professore associato in Ginecologia e Ostetricia all’Università di Trieste e il dottor Stefano Facchin, primario di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Latisana e Palmanova, con una relazione sul tema endometriosi e possibile diagnosi nonché il dott. Federico Romano, esperto in chirurgia ginecologica, il quale, nel suo intervento dal titolo “Quando la chirurgia robotica in endometriosi”, si è dedicato allo sviluppo della chirurgia minimamente invasiva con approccio laparoscopico.

fonte: ufficio stampa

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