Dengue, West Nile e patogeni emergenti: la prevenzione passa dall’approccio One Health e dalla Rete IZS
Teramo, 3 novembre 2026 – “Sorveglianza epidemiologica e diagnostica, ricerca applicata, allerta precoce sulle zoonosi e sulle malattie emergenti, sicurezza alimentare lungo l’intera filiera, benessere animale, formazione continua degli operatori, standard condivisi e piattaforme per l’interoperabilità dei dati. Sono queste le principali direttrici lungo le quali si sviluppa l’attività della Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali italiani, a tutela della salute unica. Una Rete che applica concretamente i principi della One Health da molto prima che questa espressione diventasse così diffusa. Un modello che rappresenta un unicum nel panorama europeo: gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali operano nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale e dei Sistemi Sanitari Regionali, sotto la vigilanza del Ministero della Salute, mentre in altri Paesi strutture analoghe fanno riferimento prevalentemente ai Ministeri dell’Agricoltura. È proprio questa collocazione istituzionale, insieme alla capacità di integrare competenze scientifiche, diagnostiche e di ricerca, a rendere la Rete un presidio strategico per la prevenzione e la tutela della salute pubblica. Questo vuol dire, nella pratica, che la Rete IZS tutela la salute animale e ambientale nell’ottica della salute umana. Essendo radicati in maniera capillare su tutto il territorio nazionale, gli Istituti riescono a garantire la salubrità delle produzioni agroalimentari. Per spiegare ancora meglio, possiamo utilizzare il motto ‘Think global, act local’. Pensare globalmente e agire localmente significa considerare la salute dell’intero pianeta, attivandoci concretamente attraverso azioni a livello di comunità locali”.
Così Nicola D’Alterio, Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, in rappresentanza della Rete IZS, in occasione del One Health Global Day, la giornata mondiale dedicata alla promozione di un approccio alla salute integrato, multidisciplinare e trasversale.
“In questo scenario di salute interconnessa, l’IZS dell’Abruzzo e del Molise svolge un ruolo di rilievo internazionale nella ricerca e nella tutela della salute secondo una prospettiva olistica, anche grazie al riconoscimento come Centro di Referenza FAO per la One Health – prosegue – Il nostro compito è fornire consulenza tecnico-scientifica specifica e indipendente, a sostegno dello sviluppo delle capacità dei Paesi membri della FAO. Una grande responsabilità che portiamo avanti anche in sinergia con l’intera Rete IZS, attraverso interventi mirati: dal rafforzamento dei sistemi di sorveglianza per monitorare l’antimicrobico-resistenza nell’interfaccia uomo-animale-ambiente, fino all’individuazione precoce dei patogeni emergenti attraverso tecnologie di Next Generation Sequencing”.
“Le sfide per la salute pubblica sono numerose e tra le più urgenti figura certamente il cambiamento climatico. C’è un momento preciso, infatti, in cui i grandi modelli climatici globali smettono di essere grafici astratti ed entrano nella nostra quotidianità: accade quando i bollettini epidemiologici segnalano focolai autoctoni e un aumento delle malattie trasmesse da vettori, come Dengue e West Nile. La febbre del pianeta si traduce così nella cronaca sanitaria delle nostre province. La risposta, però, non può essere l’allarmismo. La scienza ci offre gli strumenti per conoscere e mappare i rischi, ma affrontare questa crisi richiede un’alleanza transdisciplinare, scientifica, istituzionale e politica, capace di trasformare la consapevolezza in azioni concrete di prevenzione e comportamenti responsabili. È proprio in questa capacità di mettere a sistema conoscenze, competenze e strumenti di sorveglianza che la Rete IZS svolge un ruolo fondamentale”, conclude D’Alterio.



