Chi opererà negli ospedali tra dieci anni? ACOI chiede una strategia nazionale per la chirurgia
Roma, 30 ottobre 2026 – “Accogliamo positivamente l’incremento delle risorse destinate alla sanità previsto dalla Manovra 2027 e l’attenzione riservata ai professionisti dell’emergenza. Ora è fondamentale che questo investimento si traduca in interventi concreti per rafforzare gli organici, valorizzare le competenze e rendere nuovamente attrattiva la chirurgia ospedaliera”. Lo dichiara Vincenzo Bottino, presidente dell’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (ACOI), commentando il disegno di legge di Bilancio 2027 approvato dal Consiglio dei ministri, che prevede un incremento complessivo di 3,4 miliardi di euro del Fondo sanitario nazionale, fino a 146,3 miliardi.
“La carenza di chirurghi è una delle sfide più urgenti per il futuro del Servizio sanitario nazionale – prosegue Bottino – I giovani scelgono sempre meno questa specializzazione, mentre negli ospedali aumentano i carichi di lavoro e le difficoltà nel garantire continuità assistenziale. Formare un chirurgo richiede anni di studio, esperienza in sala operatoria e responsabilità progressiva. Se oggi perdiamo professionisti e vocazioni, domani rischiamo di perdere intere linee di cura”.
Per il presidente ACOI, il percorso parlamentare della Manovra rappresenta un’occasione per affrontare il problema con una strategia nazionale. “Servono una programmazione dei fabbisogni, un piano di assunzioni, percorsi di carriera chiari, valorizzazione economica, formazione pratica di qualità e maggiori tutele sulla responsabilità professionale. È necessario inoltre coinvolgere le società scientifiche nella riorganizzazione delle reti chirurgiche, per preservare competenze fondamentali negli ospedali e garantire cure tempestive e sicure ai cittadini”.
“Chiediamo al Governo e al Parlamento di dedicare un’attenzione specifica alla chirurgia ospedaliera – conclude Bottino – La domanda che dobbiamo porci oggi è semplice: chi entrerà nelle sale operatorie dei nostri ospedali tra dieci anni? Investire sui chirurghi significa investire sulla capacità del Servizio sanitario nazionale di continuare a curare i cittadini. Le risorse sono fondamentali, ora serve una visione di lungo periodo che metta al centro professionisti, formazione e qualità delle cure”.





