Clima e salute, l’Intelligenza Artificiale anticipa le emergenze: la sfida della prevenzione è “One Health”
Roma, 3 novembre 2026 – Al 59° Congresso Nazionale della Società Italiana d’Igiene (SItI) è stato fatto il punto sull’integrazione tra algoritmi avanzati, sorveglianza epidemiologica, etica e azione dei professionisti della prevenzione in ottica “One Health”.
La transizione climatica impone alla sanità pubblica di evolvere dalla gestione reattiva dell’emergenza alla previsione tempestiva dell’impatto sanitario. In questo scenario, l’Intelligenza Artificiale e i modelli predittivi rappresentano strumenti ad alto potenziale per supportare le decisioni dei professionisti della prevenzione, in particolare per tutelare le fasce di popolazione più vulnerabili.
L’integrazione tra innovazione tecnologica, dati ambientali e pratica sul campo è stata protagonista al 59° Congresso Nazionale della Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), nel corso della Sessione Plenaria “Quando il Pianeta cambia rotta: ambiente, clima e nuove emergenze di salute”.
A fare il punto sul delicato equilibrio tra potenzialità degli algoritmi e necessità di validazione territoriale è stato l’approfondimento dedicato all’anticipazione delle emergenze clima-correlate.
“Il clima non è una semplice variabile esterna, ma un determinante primario di salute e, per questo, la sanità pubblica deve passare dalla sola reazione all’emergenza all’anticipazione attiva del rischio. Questo, in particolare, per proteggere le popolazioni più fragili. L’Intelligenza Artificiale, oggi, ci offre degli strumenti straordinari che possono integrare dati clinici, meteorologici, satellitari ed anche quelli genomici in modo tale da creare dei veri e propri sistemi di allertamento precoce sul territorio. Se non viene attuata, però, una ‘calibrazione’ a livello locale i modelli matematici ‘globali’ possono andare incontro ad un fallimento e, di conseguenza, sovrastimare gli impatti. Gli algoritmi, inoltre, se non sono ben ‘addestrati’, possono anche escludere le comunità marginali e andare ad amplificare le diseguaglianze di salute”. Così la dott.ssa Marcella Di Fant, rappresentante della Consulta delle Professioni Sanitarie del Collegio Operatori SItI, componente del Gruppo di Lavoro “Task Shifting” della Società Italiana d’Igiene (SItI) e Tecnico della Prevenzione presso l’Azienda Sanitaria Universitaria del Friuli Centrale.
“È proprio qui che entra in gioco la prospettiva ‘glocale’ – di cui si è tanto discusso durante il Congresso Nazionale della Società Italiana d’Igiene – utilizzando le tecnologie globali ricalibrandole costantemente con i dati locali di sorveglianza reale sul territorio – continua Di Fant – Da ricordare, inoltre, che l’algoritmo dell’Intelligenza Artificiale deve ottimizzare e velocizzare l’interpretazione dei dati, ma la responsabilità sanitaria ed etica rimane nelle mani del professionista sanitario”.
“La prevenzione di domani si costruisce mettendo la tecnologia e le nostre competenze professionali al servizio del territorio, attraverso una sinergia istituzionale in un’ottica ‘One Health’, investendo anche nella formazione dei professionisti della prevenzione sull’utilizzo consapevole e strategico dell’Intelligenza Artificiale”, conclude Di Fant.




