Carenza medici, SMI: “Superare il problema del precariato e avviare piano di assunzioni”

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Roma, 1 aprile 2019 – “Non si può credere che ancora oggi vi siano medici nei nostri ospedali che lavorano a gettone o su chiamata, così come per il 118 vi sarebbero professionisti medici che non hanno tutti i titoli per assolvere le mansioni richieste; siamo d’accordo con la ministra della salute, Giulia Grillo, sono pratiche da vietare”, ha dichiarato Pina Onotri, Segretario Generale dello SMI (Sindacato Medici Italiani).

“La carenza dei medici, di specialisti nei nostri ospedali e nei servizi della medicina di urgenza-emergenza rappresentano, di frequente, l’alibi per le aziende sanitarie per potere utilizzare cooperative o professionisti singoli che a chiamata coprono i turni e le guardie notturne. I medici a gettone vengono pagati dai 60 ai 90 euro l’ora; spesso si tratta di giovani con poca esperienza che lavorano anche per molti turni al mese, sottoponendosi a ritmi massacranti. Un medico ospedaliero assunto regolarmente, invece, si sente parte di un’equipe ed è dentro una rete di relazioni professionali; un medico a ‘gettone’ fa il suo turno e poi va via. Con queste modalità si potrebbe mettere a rischio la sicurezza delle cure”, continua Onotri.

“Lo SMI lo sostiene da tempo: mandare in pensione chi ha maturato i requisiti, assumere giovani medici, aumentare le borse di studio. Bisogna, per questo, superare il problema del precariato attraverso la stabilizzazione del personale con contratti atipici e la disincentivazione dell’utilizzo di personale gestito da organizzazioni esterne (cooperative, ecc.). Si avvii un piano di assunzioni di medici anche in concomitanza con il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro”, conclude Onotri.

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