Botanical, la ‘droga vegetale’ in cosmetici e integratori alimentari. Quale sicurezza di utilizzo per la salute

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Prof. Leonardo Celleno, Medico Specialista presso la Clinica di Dermatologia, Università Cattolica del Sacro Cuore e presidente dell’Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia (AIDECO): “L’evidenza del valore scientifico dei ‘botanicals’ non può trascurare l’esperienza millenaria della tradizione erboristica, ma deve confrontarsi con lo studio della loro chimica analitica, con la sicurezza d’utilizzo per la salute umana e, non ultima, con la verifica dell’efficacia promessa e vantata degli ingredienti stessi e riferita ai prodotti in commercio”

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Milano, 29 ottobre 2019 – Per “botanical” si intende: ingrediente vegetale, la “droga vegetale” ovvero la pianta in toto o sue parti in forma non trattata, generalmente essiccati; un preparato vegetale ottenuto sottoponendo l’ingrediente vegetale a vari trattamenti. Questo recita il Decreto del Ministero della Salute del 10 agosto 2018 che disciplina l’impiego negli integratori alimentari di sostanze e preparati vegetali.
Questo tema è molto complesso da affrontare e anche controverso, perché dipende sia dall’enorme numero di possibili ingredienti utilizzabili dal mondo vegetale, sia per le informazioni scientifiche, a volte carenti, sulle complesse sostanze che li compongono.

Durante la manifestazione Makings Cosmetics, uno degli eventi italiani più importanti per l’industria cosmetica, che si tiene il 20 e 21 novembre al MiCo (Milano Congressi), il prof. Leonardo Celleno, Medico Specialista presso la Clinica di Dermatologia, Università Cattolica del Sacro Cuore e presidente dell’Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia (AIDECO) è relatore nello speech “Botanicals nei cosmetici e negli integratori alimentari: evidenze e carenze scientifiche”, in cui spiega l’attuale situazione sul tema e soprattutto l’utilizzo di queste sostanze in dermatologia.

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Prof. Leonardo Celleno

“L’evidenza del valore scientifico dei ‘botanicals’ non può trascurare l’esperienza millenaria della tradizione erboristica, ma deve confrontarsi con lo studio della loro chimica analitica, con la sicurezza d’utilizzo per la salute umana e, non ultima, con la verifica dell’efficacia promessa e vantata degli ingredienti stessi e riferita ai prodotti in commercio”, afferma Celleno.

“Sempre in ordine alla sicurezza per la salute umana, non possono inoltre essere esclusi i problemi relativi alla contaminazione chimica e/o microbiologica degli estratti vegetali, questione principalmente legata all’inquinamento ambientale ed alla sostenibilità, ma non solo prosegue il Presidente di AIDECO – I temuti rischi in termini di sicurezza e qualità dei ‘botanicals’ sono oggi in contraddizione con il grande consenso tra i consumatori che sempre di più aumenta sia in termini di bisogno che di mercato. La medicina ha approcciato da sempre questo settore con attenzione e cautela, anche se attualmente medici e specialisti si avvicinano con maggiore interesse e necessità di informazioni tecnico-scientifiche, oltre che regolatorie, corrette e comprensibili”.

La dermatologia, da molti anni utilizza “botanicals” per il trattamento o la terapia di alcune alterazione/patologie cutanee, come per integrare sia per via sistemica che topica la cura ad esempio della dermatite atopica oppure l’utilizzo di polifenoli vegetali ed altri numerosi antiossidanti per la prevenzione dei danni foto-indotti.

“Recentemente inoltre numerose terapie CAM (Complementary and Alternative Medicines) tra cui l’uso dei “botanicals” sono state utilizzate e ritenute sicure per il trattamento dell’acne. Alcune tra queste sembra possano influenzare la sebogenesi, l’infiammazione e l’ipercheratinizzazione associate all’acne. Inoltre alcuni ricercatori ritengono che questi “botanicals” possano ridurre la resistenza agli antibiotici se usati in alternativa o in combinazione con gli antibiotici tradizionali. Tuttavia, queste attività dovrebbero essere ulteriormente verificate con studi clinici. Alcuni tra questi ingredienti inoltre dimostrano proprietà antinfiammatorie, idratanti e lenitive. Pertanto, teoricamente, questi ingredienti dovrebbero essere in grado da un lato di aiutare ad alleviare alcuni degli effetti causati dalle terapie farmacologiche dell’acne, dall’altro di ridurre l’eritema direttamente associato all’acne in fase infiammatoria” conclude il prof. Celleno.

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