Vaccini: specialisti dei Centri vaccinali fanno fronte comune per la prevenzione. Convegno al Niguarda

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Milano, 5 dicembre 2018 – Ricordare l’importanza dei vaccini come strumento preventivo e terapeutico, soprattutto in ambito ospedaliero. È questo l’obiettivo del convegno “IMMUNIGUARDA: le vaccinazioni entrano in ospedale”, che si è tenuto a Niguarda il 4 dicembre 2018.

Un evento formativo per avvicinare due versanti e per ricordare che la cooperazione tra gli specialisti dei centri vaccinali e i clinici ospedalieri può essere un’arma in più, soprattutto per i pazienti più fragili.

Un dato su tutti: i pazienti con malattie croniche autoimmuni presentano un rischio di contrarre infezioni di 2-4 volte superiore rispetto alla popolazione generale. Questo rischio è in parte intrinseco alla patologia ed è in parte legato alle terapie immunosoppressive. Tuttavia, l’aderenza ai programmi di vaccinazioni raccomandati è spesso disattesa.

Ecco perché è fondamentale che clinici e specialisti della vaccinazione lavorino insieme su un programma di immunizzazione integrato e cogestito, con l’obiettivo di una presa in carico globale dei pazienti fragili, con evidenti vantaggi sia per la persona malata che per il medico.

Presente al convegno anche l’Assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, che ha ribadito come “per Regione Lombardia le campagne vaccinali siano una priorità. Il nostro impegno è quello di continuare l’azione di informazione e responsabilizzazione anche delle famiglie, per far capire l’importanza dei vaccini e sgretolare i falsi miti che circolano sulla rete”.

Diversi i focus presi in esame durante il convegno, che ha riscosso grande interesse e vivacità tra gli operatori sanitari, perché i vaccini possono essere uno scudo fondamentale in tanti ambiti, come ad esempio nei pazienti sieropositivi, nei diabetici o in chi presenta malattie pneumo-cardiologiche.

L’incontro è stata l’occasione per ribadire l’importanza della vaccinazione anche per chi è seguito per una malattia renale o per chi è in terapia per malattie onco-ematologiche.

“Chi lavora in ospedale non può dimenticarsi delle vaccinazioni ed è importante che sia lui ad includere questa possibilità nel piano diagnostico terapeutico di ciascun paziente, valutando caso per caso – ricorda Rossana Giove, Direttore Socio Sanitario di Niguarda – Gli operatori della vaccinazione e gli specialisti ospedalieri devono essere un fronte comune”.

Un altro argomento affrontato ha riguardato le vaccinazioni in gravidanza. Le mamme devono sapere che alcune sono consigliate, altre no. Per tutte le coperture è importantissima la pianificazione. Il “front office” dovrebbe essere il ginecologo. Fin dalla prima visita ad una ragazza, nel “pacchetto diagnostico ginecologico” dovrebbe esserci un accertamento sulla copertura vaccinale per queste malattie, per proteggere lei e il neonato in caso di future gravidanze.

“Durante i nove mesi costituisce un pericolo molto alto la pertosse – ricorda Maurizio Orso, Responsabile del Centro Vaccinale di Niguarda – Se contratta nei primi mesi di vita può essere molto grave o persino mortale e la fonte di infezione è quasi sempre la madre o parenti stretti. Tra quelli raccomandati anche il vaccino antinfluenzale alle donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo o terzo trimestre di gravidanza”.

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