Presentata la nuova Direzione Generale dell’Aou di Ferrara

Elda Longhitano, Paola Bardasi, Maria Gamberini

Ferrara, 5 agosto 2020 – È stata presentata oggi, mercoledì 5 agosto 2020, la nuova Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, composta dalla dott.ssa Paola Bardasi (Direttore Generale con funzioni di Commissario), dalla dott.ssa Elda Longhitano (Direttore Sanitario con funzioni di sub Commissario) e dalla dott.ssa Maria Gamberini (Direttore Amministrativo con funzioni di sub Commissario). Direzione che si è insediata a partire dall’1 luglio 2020, con l’arrivo del Direttore Generale che si avvale della collaborazione del Direttore Sanitario (insediato il 16 luglio 2020) e il Direttore Amministrativo (insediato l’1 agosto 2020).

L’incontro è stato occasione per presentare gli obiettivi ed i punti che vanno a costituire la Mission e la Vision della nuova Direzione del Sant’Anna, sulla base della programmazione della Regione Emilia-Romagna. Le Delibere di mandato e le linee di coordinamento definite con la Regione costituiscono parte integrante della vision aziendale e toccano diverse tematiche.

Piano degli investimenti. Entro il mese di settembre l’Azienda dovrà redigere un piano investimenti quinquennale, sia infrastrutturale che tecnologico. Attualmente l’ospedale di Cona conta 9.000 tecnologie installate, per un valore di acquisto di 53milioni. Il nuovo piano degli investimenti permetterà di attuare un piano di sostituzione, a partire dalle grandi attrezzature, con l’obiettivo di mantenere ed implementare la dotazione tecnologica aziendale. Si comincerà dal completamento e l’innovazione tecnologica delle specialità chirurgiche e interventistiche (con particolare riferimento alla chirurgia mini-invasiva), della piastra di diagnosi molecolare e dall’acceleratore lineare.

Interventi importanti riguardano anche il potenziamento del sistema informatico (telemedicina, informatizzazione della cartella clinica e terapia) – che rappresenta un rilevante strumento di supporto alle cure – e un miglioramento della logistica.

Per quanto riguarda invece la parte edilizia, sono stati già autorizzati e finanziati, per circa 5milioni, gli interventi sui percorsi del Pronto Soccorso e sui letti di terapia intensiva e semintensiva, che rientrano nel piano regionale di riorganizzazione della rete ospedaliera. Il piano investimenti provinciale sarà integrato con le ulteriori necessità che emergeranno.

Nell’ambito dell’informatizzazione, altro punto importante riguarda il Progetto regionale “Big Data Foundation”. L’obiettivo è quello di aiutare i professionisti, attraverso una ricchissima banca dati, ad approfondire le proprie conoscenze in materia, ad esempio, di incidenza delle malattie, efficacia delle cure e così via.

Cosa cambia nella sanità dopo l’epidemia Covid-19. “Tornare alla normalità” ma garantendo, in primo luogo, la sicurezza di operatori, pazienti ed utenti che accedono all’Ospedale. In questo senso va il lavoro del Laboratorio dell’ospedale di Cona che costituisce uno dei 7 Laboratori della Rete regionale, che vede una progressiva implementazione dei livelli di attività.

È importante, da un lato, mantenere alto il livello di attenzione, al fine di identificare precocemente l’infezione e, dall’altro, essere pronti per rispondere a un eventuale incremento di ricoveri. Questo attraverso un’organizzazione che controlla e disciplina gli ingressi in ospedale per le prestazioni ambulatoriali programmate, per i visitatori, e all’inserimento della diagnostica microbiologica nei precorsi pre-ricovero in caso di intervento chirurgico programmato. Il tutto seguendo le indicazioni regionali e in maniera congiunta con l’Azienda USL di Ferrara.

Il Sant’Anna, inoltre, parteciperà all’intensa attività di diagnostica sulle varie categorie e di contact tracing, incrementando la propria capacità di processazione dei tamponi, oggi pari a 500 al giorno, grazie all’acquisto di un’ulteriore diagnostica.

L’Azienda rientra inoltre nel piano regionale di riorganizzazione della rete ospedaliera per quanto riguarda i posti letto di terapia intensiva e semintensiva, che verranno modulati con flessibilità in relazione all’andamento epidemiologico.

Altro elemento da sottolineare è la formalizzazione di un gruppo di lavoro operativo interno (riunitosi per la prima volta lunedì scorso), coordinato dalla dott.ssa Elda Longhitano (Direttore Sanitario con funzioni di sub Commissario), a supporto del Gruppo Provinciale per l’emergenza Covid-19 a cui va il compito di verificare tutto ciò che è stato fatto nei mesi passati al fine di delineare gli scenari futuri rispetto all’evolvere del quadro epidemiologico.

Fondamentale risulta anche la ripresa dell’attività chirurgica e di specialistica ambulatoriale. L’ospedale di Cona ‘pesa’ per una percentuale del circa 38% sulla produzione provinciale di specialistica ambulatoriale per esterni. Ad oggi, il 68% dei pazienti con prenotazione sospesa per effettuare una prima visita ha riprogrammato l’appuntamento, inoltre sono state riprogrammate l’80% delle visite di controllo e prestazioni di secondo livello. Per quanto riguarda invece l’attività chirurgica, dal mese di marzo in cui la percentuale di sedute operatorie si attestava al 47%, si arriverà ad un 89% entro la fine del mese di agosto.

Personale. Entro il mese di settembre l’Azienda sarà chiamata a redigere un piano provinciale integrato dei fabbisogni di personale che dovrà tenere in considerazione diversi aspetti come la sicurezza, la ripresa dei volumi di attività pre-epidemia Covid-19 e l’integrazione.

Sul versante della copertura delle apicalità alla guida delle Unità Operative, figure che rappresentano anche un importante strumento per l’integrazione, la Direzione ha già in essere un piano che prevede diversi bandi di concorso. Sono stati selezionati i nuovi primari delle Unità Operative di Chirurgia Pediatrica e Fisica Sanitaria e, nei prossimi mesi, oltre ad essere espletate le procedure concorsuali già autorizzate dalla Regione Emilia Romagna, saranno richieste le autorizzazioni per la copertura delle altre strutture vacanti.

Grande attenzione continua ad essere posta anche sulle attività di prevenzione, promozione e tutela della salute degli operatori dell’ospedale; punto richiamato anche all’interno degli obiettivi di mandato. Questo non solo attraverso attività di screening periodiche che prevedono l’esecuzione di esami sierologici sul personale dipendente (rispetto a cui è stato completato il terzo “giro”) ma anche attraverso la fornitura ed il mantenimento dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) che, ad oggi, consente un’autonomia di circa un mese per ogni dispositivo.

Integrazione. Elemento portante del mandato di questa Direzione è l’integrazione tra l’Azienda Ospedaliero-Universitaria e l’Azienda USL di Ferrara. La collaborazione tra le due Aziende è già iniziata. Infatti, il Direttore Amministrativo e quello Sanitario hanno avviato un confronto e definito le priorità di lavoro con i colleghi dell’Azienda territoriale, sia per quanto riguarda l’organizzazione dei servizi che su altri aspetti trasversali.

Inoltre, nelle prime settimane di luglio si sono svolte le visite ai Dipartimenti sanitari dell’ospedale di Cona che hanno rappresentato un importante momento di ascolto, per conoscere meglio la struttura ospedaliera ed i professionisti che operano all’interno di essa, attraverso la condivisione di domande, dubbi e curiosità evidenziate con partecipazione dai professionisti intervenuti.

Nell’ottica di una sempre maggiore integrazione, sono in corso le procedure per i concorsi unificati per personale dedicato all’assistenza sanitaria (infermieri, oss, personale tecnico, ecc.).

Di grande rilevanza anche i percorsi di integrazione sulla formazione universitaria. Questa – nell’ambito del corso di laurea di Medicina e Chirurgia, così come nei corsi di laurea delle Professioni Sanitarie – ha evidenziato una sempre maggiore interazione con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria (azienda di riferimento) ma anche con l’Azienda Usl di Ferrara.

L’obiettivo finale del Corso di Medicina e Chirurgia è formare un medico di livello professionale europeo con una cultura biomedica-psico-sociale che possieda una visione multidisciplinare ed integrata dei problemi più comuni della salute e della malattia. E che possieda inoltre un’educazione orientata alla comunità, al territorio, all’attenzione sesso/genere, alla prevenzione della malattia ed alla promozione della salute.

Tale missione specifica risponde in maniera più adeguata alle nuove esigenze di cura e salute in quanto centrata non soltanto sulla malattia ma, soprattutto, sull’individuo considerato nella sua globalità di soma e psiche ed inserito nel contesto sociale. Tutto questo con l’obiettivo finale di saper curare e prendersi cura del paziente.

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