Nuove tecnologie in oftalmologia. Convegno a Roma

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Roma, 10 ottobre 2018 – La prevenzione non ha età: è un dovere per tutti. È importante la visita oculistica alla nascita, entro i tre anni di vita e nei passaggi dei cicli scolastici. Da adulti la visita oculistica periodica va fatta in relazione al tipo di attività svolta e alle condizioni oculari individuali, su indicazione dello specialista.

Oggigiorno l’ingresso rapido e sempre più pervasivo nella nostra vita di tablet e smartphone, nonché il vorticoso sviluppo dell’innovazione tecnologica, ci hanno sollecitato ad aprire un confronto scientifico con gli specialisti per comprenderne i riflessi sulla nostra salute visiva. La Giornata Mondiale della Vista è l’occasione per approfondire sia le possibili criticità che le straordinarie opportunità dell’innovazione tecnologica.

Appuntamento giovedì 11 ottobre, ore 10.00, Sala della Protomoteca del Comune di Roma, piazza del Campidoglio.

Tra gli interventi previsti, quello del prof. Bruno Piccoli (Policlinico Universitario Agostino Gemelli): la luce blu potenzialmente può nuocere alla nostra salute retinica. Che cosa si può fare per correre meno rischi? Guardare a lungo uno schermo può rappresentare un problema? Negli ambienti di lavoro la luce blu è frequentemente presente con intensità diverse a seconda del tipo di attività.

Un’esposizione progressiva nel medio-lungo periodo ai “fotoni del blu” potrebbe dare origine a un’apoptosi dei fotorecettori, quindi a un accelerato invecchiamento retinico. L’aumento delle degenerazioni retiniche attualmente in corso potrebbe essere quindi dovuto negli esseri umani – oltre al processo d’invecchiamento fisiologico (da senescenza) e ad altri fattori – a un’azione sinergica per l’esposizione alla luce blu (comprese diverse fonti artificiali), in particolare in soggetti che esercitano specifiche attività lavorative. Un corretto stile di vita è, insomma, fondamentale anche per la nostra vista.

Il prof. Francesco Bandello (Università San Raffaele di Milano) nel suo intervento affronterà le “possibili correlazioni tra salute visiva e utilizzo di smartphone e tablet: a scuola, al lavoro e nel tempo libero”. Oggi è l’apparato visivo a farsi carico, non solo nelle ore diurne ma anche in quelle notturne (illuminazione artificiale), di un grande impegno lavorativo. Inoltre, si è passati dal normale impegno alla scrivania con carta e penna, all’uso PC, tablet e smartphone, con illuminazione propria che non permettono distrazioni e richiedono attenzione continua e totalizzante. Tutto ciò comporta un facile affaticamento visivo con disturbi soggettivi di un organo programmato per la visione da lontano. Da studi recenti emerge anche la possibilità di favorire la progressione della miopia nei più giovani.

“Le nuove tecnologie in oftalmologia: dalla prevenzione diagnostica alla chirurgia” saranno l’argomento dell’intervento del prof. Leonardo Mastropasqua (Università degli Studi di Chieti-Pescara “G. D’Annunzio”). Il laser a femtosecondi ha consentito, in particolare, di innovare l’intervento di cataratta, aumentando la precisione in una fase molto importante dell’intervento chirurgico, riducendo il rischio di complicanze. Si tratta di un laser con luce nel vicino infrarosso, caratterizzato da impulsi di pochi micron e di brevissima durata. Tale laser è stato utilizzato per migliorare la sicurezza e la precisione dell’intervento, standardizzando alcuni passaggi delicati della chirurgia. Grazie all’uso di questo fascio laser le incisioni effettuate sulla cornea – per poter poi rimuovere il cristallino – sono più precise e di piccole dimensioni, riducendo quindi il rischio di un astigmatismo corneale successivo all’operazione, con tempi più rapidi di recupero visivo e di miglioramento della qualità della visione.

Il prof. Filippo Cruciani parlerà di “Innovazioni tecnologiche, modernità ed attualità degli occhiali”. Le nuove tecnologie al servizio dell’ottica consentono di raggiungere una qualità e una protezione mai ottenute in precedenza. Oggi gli occhiali fanno parte dell’habitus dell’uomo moderno, non sono più considerati una protesi “deturpante”, specialmente per il bambino e per la donna, anzi sono un ambito oggetto di moda. Anche in mancanza di importanti difetti rifrattivi, il loro utilizzo non viene mai rifiutato. Gli occhiali svolgono anche una funzione protettiva, soprattutto nei confronti della luce quando è molto intensa e quando è carica di radiazioni che possono essere nocive (come i raggi ultravioletti).

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