Medici aggrediti all’ospedale Garibaldi di Catania, Ugl: “Operatori della sanità soli e impauriti”

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Catania, 4 ottobre 2019 – Sull’aggressione avvenuta ieri nei confronti di due medici del presidio “Nesima” dell’azienda ospedaliera “Garibaldi” di Catania, interviene con una nota la Ugl con Raffaele Lanteri ed Aurelio Guglielmino, rispettivamente segretari regionale e provinciale della federazione medici, e Carmelo Urzì segretario regionale e provinciale della federazione Ugl sanità.

“Il tempo è scaduto! Non possiamo aspettare di piangere, prima o poi, il morto per avere in favore del personale sanitario e socio-sanitario vittima di violenza, l’ormai indispensabile e non più procrastinabile livello elevato di prevenzione, tutela e giustizia. Non pochi giorni fa, lo scorso 26 settembre, avevamo festeggiato l’approvazione del passaggio al Senato della proposta di legge per l’inasprimento delle pene nei confronti di chi aggredisce medici e sanitari, ma oggi siamo indignati perché il successivo passaggio alla Camera dei deputati non è stato ancora previsto e, a quanto pare, neanche è contemplato nella programmazione ottobre-dicembre dei lavori d’aula. Quanti colleghi devono subire ancora affinché l’intera categoria possa avere il minimo di tutela che invoca? Chiediamo quindi al presidente della Camera Roberto Fico una corsia preferenziale per il Ddl di iniziativa ministeriale, votato favorevolmente dai senatori, perché possa diventare in tempi rapidi legge, contribuendo a far sentire meno soli gli operatori della sanità pubblica e privata, che oggi continuano a recarsi a lavoro impauriti. Auspichiamo, ancora una volta, che oltre all’iniziativa legislativa vengano posti urgenti rimedi come il potenziamento dei posti di polizia e il supporto militare con l’operazione ‘Ospedali sicuri’. Ai nostri colleghi del Garibaldi, intanto, in un breve colloquio abbiamo voluto esprimere la vicinanza delle categorie per ciò che è accaduto, assicurando il massimo impegno per la difesa dei diritti dei lavoratori del comparto medico e sanitario”.

Solidarietà ai due medici è stata espressa anche dal segretario generale territoriale della Ugl etnea Giovanni Musumeci, che ribadisce l’urgenza di provvedimenti perché medici e sanitari, essendo pubblici ufficiali, possano avere la giusta protezione fisica e giudiziaria.

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