L’illusione dell’arto di gomma ‘inganna’ il cervello. Nuove opportunità di riabilitazione dall’ictus

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Da uno studio dell’Università di Torino, una suggestiva procedura sperimentale

uni-torino-garbarinTorino, 22 ottobre 2016 – Un team di ricerca del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino coordinato dalla prof.ssa Francesca Garbarini, in collaborazione con i ricercatori dell’Università Statale di Milano, ha condotto un esperimento per misurare lo stato di eccitabilità dell’area del cervello che controlla i movimenti della mano e capire il meccanismo che crea la consapevolezza del sé corporeo.

L’esperimento condotto su un gruppo di volontari ha permesso di scoprire che il cervello può essere ‘ingannato’ sulla percezione del corpo. Utilizzando la stimolazione magnetica transcranica (TMS), una tecnica per lo studio dell’attività della corteccia cerebrale, è stato scoperto che quando l’individuo “include” nel proprio corpo una mano finta ed esclude quella vera, l’eccitabilità corticale diminuisce drasticamente. In pratica appoggiando su un tavolo una mano di gomma e nascondendo alla vista quella vera, i ricercatori, stimolando contemporaneamente entrambe le mani dei volontari, hanno attestato che il cervello percepisce la mano finta come parte del corpo, dimenticando quella nascosta e dimostrando come tutti i sensi contribuiscano a creare la sensazione del corpo.

Lo studio, pubblicato dalla rivista scientifica internazionale di biomedicina e scienze della vita eLife e subito ripreso da BBC e The Guardian, nasce dalla constatazione che i pazienti colpiti da ictus in certi casi si convincono che l’arto paralizzato, e quindi immune alle sensazioni, sia estraneo al loro corpo, e alcuni arrivino addirittura a ritenere che appendici di altre persone siano le loro.

“Questo risultato rappresenta una tappa importante nella comprensione dei meccanismi attraverso cui il cervello costruisce l’esperienza, a volte illusoria, che le parti del nostro corpo ci appartengano – ha dichiarato la prof.ssa Francesca Garbarini a Frida, il Forum della Ricerca dell’Università di Torino – In particolare, le misure neurofisiologiche raccolte nell’esperimento permettono di cogliere una relazione diretta tra consapevolezza del corpo e possibilità di movimento: se credo che la mano sia mia, sono pronto ad usarla; se no, l’attività del sistema motorio è ‘silenziata’.”

Questa importante scoperta apre a nuove opportunità di riabilitazione per i pazienti colpiti da ictus o altri danni al cervello. I prossimi studi del team di ricerca saranno volti a capire in modo più dettagliato come l’attività delle aree cerebrali deputate al controllo dei movimenti contribuisca alla generazione della consapevolezza corpo.

fonte: ufficio stampa

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