Dall’infanzia alla terza età: ecco quando controllare la vista

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Roma, 28 gennaio 2019 – Ci sono più di 200 disturbi degli occhi, che vanno da problemi comuni (ad esempio, la sindrome dell’occhio secco, cataratta e glaucoma) a malattie più rare (ad esempio, melanoma oculare e cheratocongiuntivite primaverile). Alcuni di questi disturbi non hanno sintomi e possono causare la perdita della vista prima che i pazienti capiscano cosa sta succedendo. Ecco perché è importante controllare gli occhi con frequenza.

Dall’infanzia all’adolescenza
Le mamme, pur così attente quando si tratta della salute e del benessere dei figli, spesso non sono consapevoli dell’importanza delle visite oculistiche in età infantile. Dalla nascita in poi, infatti, vanno previsti alcuni controlli.

Purtroppo, secondo alcune ricerche, il 25% dei genitori ritiene che i figli debbano andare dall’oculista solo dopo aver imparato a leggere, mentre se mamma e papà hanno difetti di refrazione, il primo controllo va effettuato entro i primi 6 mesi di vita.

Ecco le tappe dei vari controlli oculistici da fare:

  • alla nascita: si effettua spesso un controllo di routine, per escludere o meno eventuali malattie congenite e la congiuntivite tipica del neonato. Dopo questo primo controllo si può tornare dall’oculista anche attorno al primo anno di vita, ma in genere ciò accade solo se i genitori rilevano strabismo o altri problemi;
  • a quattro anni: è necessario un controllo per valutare quanto e come il bimbo vede (non è possibile farlo prima). È proprio con questa visita che si può scoprire il cosiddetto occhio pigro;
  • a sei anni: è utile fare una visita prima di iniziare la scuola per controllare in modo completo la funzionalità visiva;
  • durante l’adolescenza: se non compaiono segnali prima, è necessaria una nuova visita fra i 10 e i 15 anni, età in cui normalmente si manifesta la miopia.

Da adulti
Superata l’adolescenza, chi soffre di vizi refrattivi o di malattie specifiche deve sottoporsi a visite periodiche: sarà il medico a indicare la frequenza più indicata al caso specifico. Le persone che non presentano problemi, invece, posso rimandare l’appuntamento con l’oculista intorno ai quarant’anni. Questo sempre che non subentrino problemi o anomalie: in caso di disturbi anche minimi agli occhi e alla vista, infatti, è sempre bene rivolgersi all’oculista per un controllo.

Dopo i quarant’anni, è importante ritornare a farsi visitare con una certa frequenza (una volta ogni anno e mezzo se si sta bene): a partire da questa età, infatti, possono subentrare i problemi legati all’invecchiamento e alla degenerazione delle strutture dell’occhio.

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Le informazioni presenti nel sito devono servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. Ricordiamo a tutti i pazienti visitatori che in caso di disturbi e/o malattie è sempre necessario rivolgersi al proprio medico di base o allo specialista.

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