Addio al “sacchetto esterno”: rimozione della vescica e derivazione intracorporea eseguiti solo con Robot

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L’Urologia del Regina Elena e della University of Southern California insieme per mettere a punto una nuova procedura chirurgica robotica per il tumore della vescica.

Procedura chirurgica introdotta per la prima volta in Italia

Michele-Gallucci

Prof. Michele Gallucci – Direttore dell’Unità di Urologia dell’Istituto nazionale tumori Regina Elena

Roma, 16 giugno 2016 – Nelle sale operatorie dell’Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena” gli urologi del Regina Elena e della University of Southern California eseguiranno 10 interventi di cistectomia radicale robotica con derivazione cutanea continente totalmente intracorporea. Niente incisioni e niente sacchetti extra-corporei per la raccolta delle urine! Da un piccolo catetere si potrà svuotare la “pouch”, la tasca intracorporea, situata all’altezza dell’ombelico. A Roma dal 18 al 20 giugno p.v. per realizzare per la prima volta in Italia questa tecnica chirurgica con l’ausilio del Robot Da Vinci.Il prof. Michele Gallucci da anni ha avviato una proficua collaborazione con i colleghi della University of Southern California finalizzata alla standardizzazione di innovative procedure chirurgiche robotiche e all’introduzione delle stesse nella pratica clinica.

“Da alcuni anni – illustra il prof. Michele Gallucci, direttore dell’Urologia dell’IRE – abbiamo avviato una fantastica collaborazione Italia-Usa che ci consente di mettere a punto e standardizzare nel mondo innovative tecniche chirurgiche robotiche. Siamo partiti dalla chirurgia conservativa e mini invasiva del rene, abbiamo poi messo a punto la rimozione della vescica (Cistectomia) con la ricostruzione robotica completamente intracorporea utilizzando un’ansa intestinale. Ora facciamo un’ulteriore esperienza, nei casi dove non è possibile ricostruire la vescica creiamo un sacchetto intracorporeo che sostituisca a tutti gli effetti il sacchetto esterno, preservando l’immagine corporea del paziente”.

ecografia-chirurgia-medici“Ogni anno in Italia si registrano 27 mila casi – prosegue Gallucci – di tumore alla vescica. Nell’80% dei casi la patologia si cura localmente, mentre nel 20% bisogna rimuovere la vescica e ricostruirla. Nei pazienti che non possono avere accesso all’intervento di ricostruzione utilizzando l’intestino, esiste una tecnica chiamata ‘Indiana pouch’, messa a punto da chirurghi di Indianapolis, che sarà applicata su 10 pazienti la prossima settimana all’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, in collaborazione con i colleghi della University of Southern California”.

Parteciperanno al corso un gruppo ristretto di urologi italiani che assisterà alla diretta video e si potrà interfacciare con i massimi esperti internazionali, discutendo l’approccio chirurgico passo dopo passo ottimizzando così la comprensione dell’intervento.

La chirurgia urologica dell’Istituto Regina Elena, diretta da Michele Gallucci, ricordiamo in breve, è uno dei centri con il maggior volume di attività in Europa e Inderbir Gill è riconosciuto come leader mondiale in urologia mininvasiva.

Si ringrazia la AB medica che metterà a disposizione un ulteriore robot Da Vinci e il materiale necessario per la realizzazione degli interventi.

fonte: ufficio stampa

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18 Risposte

  1. Enrico scrive:

    Perché non vengono dette le potenziali complicazioni che ci possono essere con questo tipo di intervento e la sua durata nel tempo nell’articolo?
    Il paziente prima di accettare un intervento del genere ha totalmente diritto di sapere a cosa va incontro, nel bene e nel male

  2. pierangela rinfroschi scrive:

    Vorrei essere contattata, ho un tumore alla vescica, mi devono operare a Firenze ma mi vogliono mettere il sacchetto, cosa che io non voglio. Ho 52 anni, fatemi sapere. Grazie

  3. Cinzia scrive:

    Salve, mi dite per cortesia se è indicata la ricostruzione della vescica senza sacchetti esterni per un uomo di 78 anni con carcinoma infiltrare ad alta malignità?

  4. IRENE scrive:

    Ciao a tutti, una mia cara amica dovrebbe subire l’intervento dell’asportazione della vescica e le
    hanno proposto due alternative o il sacchetto esterno o la ricostruzione della vescica, ma incontinente per sempre. Volevo il consiglio di chi è stato operato con la nuova tecnica del dottore Gallucci Michele, come è la vita dopo l’intervento.
    Grazie aspetto …….

  5. Mauro scrive:

    Salve a tutti, mio padre ha 88 anni, da alcune visite fatte ha riscontrato delle sacche con ritenzione di urina nella vescica di circa un litro… È operabile? O curabile?

  6. Tiziano scrive:

    Mio padre un anno e mezzo fa al San Raffaele a Milano per una ricostruzione della vescica se ne è uscito dalla sala operatoria con una stomia e una cistectomia…ci e’ crollato il mondo addosso..chemio chemio chemio..non pensavamo di arrivare a Natale…pero’ la chemio ha miracolosamente ridotto tutte le masse tumorali..per tutti non disperate, se ne puo’ uscire fuori.

  7. Ugo scrive:

    Tanto per fare due risate, esiste un Professorone che dica cosa si può fare dopo la nuova vescica, per controllare la fuoriuscita di urina, nell’uomo?

  8. Ugo scrive:

    Perché non dite tutto quello che passa il paziente DOPO l’intervento, visto che, non avendo più lo sfintere u della vescica, di giorno deve vivere vicino al WC e di notte invece, o dorme sulla tazza oppure si avvolge dentro un contenitore. Non c’è soluzione: senza nervi non controlli la vescica. Più onestà da parte dei chirurghi, informazione completa……ma chi farebbe più l’operazione se sapesse ?????

  9. Giuseppe scrive:

    Salve, mio zio è stato operato ieri mattina al civico di Palermo. Gli hanno asportato la vescica perché aveva un tumore. Al momento dell’operazione esce un chirurgo dicendo che non si può ricostruire la vescica perché il paziente ha l’intestino corto, e quindi la scelta ai familiari se far continuare e mettere la sacca esterna oppure rinchiudere il paziente e portarlo in camera senza toccare nulla. I familiari giustamente, una volta che il paziente è sotto i ferri, danno il consenso per la sacca esterna. Vi chiedo, secondo voi, dal piccolo riassunto che vi ho fatto, si può fare qualcosa? Mio zio ha 68 anni e tanta voglia di vivere. Attendo una vostra risposta ed eventualmente anche un consulto fisico. Grazie

  10. ANTONIO PAGANO scrive:

    Dopo l’intervento quali complicanze possono nascere? Grazie

  11. Alberto scrive:

    Vorrei sapere qual è il professore più esperto e bravo nell’operazione di rimozione della vescica in Torino e provincia. Grazie

  12. francesco scrive:

    Salve, vorrei un aiuto urgente. Mio padre si e fatto la cistoscopia stamattina e mi hanno parlato di tre polipetti: uno di 4 cm, uno di 3 cm e uno di 1 cm, e mi hanno parlato di asportazione della vescica. Io vorrei essere aiutato urgentemente, vi prego, e poi mi hanno detto della ricostruzione della vescica. Aspetto una vs risposta. Grazie.

  13. Massimo scrive:

    Mia sorella ha questo problema con interessamento di utero e vescica, è possibile fare questa operazione? Come sono i tempi di attesa?

  14. Mario scrive:

    Chi mi sa dire, c’è solo a Roma o altri ospedali applicano questo metodo? Saluti

  15. tania scrive:

    L’intervento previsto è prossimo, chissà se anche mio padre rientra in quei 10… ma l’articolo credo che sia dello scorso anno… 2015… La mia preghiera è che vada tutto bene, senza complicazioni…

  16. Alessandro scrive:

    Vorrei tanto che a mio padre fosse data questa possibilitá,grazie

  17. CARMELO ALIA scrive:

    Cosa potrei dire se non un immenso GRAZIE a tutti quei medici che si sono prodigati in questa realizzazione ? FANTASTICO ! Grazie ancora, Prof. Gallucci.
    Carmelo Alia -

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