Musica e arte per ritrovare sé stesse dopo il tumore al seno: premio Profilo Pliniano 2026 ad Alessandra Laganà

Alberto Vannelli e Alessandra Laganà

Como, 30 ottobre 2026 – Il 24 ottobre, nel mese dedicato alla sensibilizzazione e prevenzione del tumore della mammella, Alessandra Laganà, avvocato, musicista e fondatrice di NOMA World, ha ricevuto a Como il Profilo Pliniano 2026, il riconoscimento conferito a personalità che hanno saputo meglio rappresentare con la propria conoscenza e competenze al servizio della comunità, il profilo umanista del grande naturalista. NOMA World è un progetto che attraverso musica e arti offre alle donne che affrontano un tumore della mammella, nuove occasioni di espressione, condivisione e ricostruzione del proprio rapporto con la vita.

In Italia il tumore della mammella rappresenta la neoplasia più frequentemente diagnosticata nelle donne. Secondo il rapporto I numeri del cancro in Italia 2025, ogni anno quasi 56.000 cittadine affrontano questa diagnosi, ma a confortarci sono i dati della sopravvivenza che raggiunge l’88%, a cinque anni; esiste un altro numero, forse ancora più significativo: 925.000 donne vivono oggi in Italia dopo una diagnosi di tumore della mammella.

Sono risultati importanti, che raccontano una medicina sempre più capace di contrastare la malattia, ma raccontano anche una nuova responsabilità. Perché se un numero crescente di donne vive a lungo dopo una diagnosi oncologica, diventa indispensabile interrogarsi non soltanto su quanto vivranno, ma anche su come vivranno.

La conclusione dei trattamenti non coincide necessariamente con la fine dell’esperienza della malattia: la paura di una recidiva, la stanchezza persistente, le modificazioni dell’immagine corporea, le difficoltà relazionali e il ritorno alla vita professionale possono accompagnare le donne anche a distanza di anni.

Uno studio italiano pubblicato nel 2025, condotto su 656 donne dopo il trattamento di un tumore mammario in fase iniziale, ha documentato livelli complessivamente soddisfacenti di qualità della vita, ma maggiori difficoltà nelle dimensioni emotiva e cognitiva, oltre alla persistenza della paura di recidiva. È in questo spazio che possono trovare significato anche esperienze, capaci di accompagnare la persona nel recupero della propria identità.

Il percorso di Alessandra Laganà nasce proprio dalla capacità di trasformare un’esperienza dolorosa in un progetto rivolto agli altri. Attraverso NOMA World, la musica e le arti diventano strumenti di espressione e condivisione, offrendo alle donne con un vissuto oncologico la possibilità di raccontarsi attraverso linguaggi differenti da quello della malattia.

Da questa esperienza si è sviluppato anche il Metodo Artistico S.O.M.A. oggetto di un percorso di ricerca che ha coinvolto 50 donne e i cui risultati preliminari sono stati presentati nel marzo 2026. L’obiettivo è stato esplorare il contributo delle esperienze artistiche al benessere psicologico e alla qualità della vita.

Il tema ha assunto recentemente anche una dimensione istituzionale. Nell’aprile 2026 il Ministero della Salute e il Ministero della Cultura hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per promuovere il rapporto tra cultura e salute, attraverso sperimentazioni, ricerca scientifica e iniziative capaci di integrare le esperienze artistiche nei percorsi di benessere e assistenza. Un passaggio che apre prospettive interessanti, pur richiedendo ancora studi rigorosi per definire indicazioni, benefici e modalità di applicazione.

L’arte può rappresentare una risorsa nel percorso attraverso il quale una persona affronta la malattia e cerca di ricostruire la propria quotidianità. È proprio questa capacità di trasformare un’esperienza individuale in un’opportunità per gli altri ad aver contribuito al riconoscimento conferito ad Alessandra Laganà durante la seconda edizione del Profilo Pliniano, promossa da Erone ETS insieme al Comune di Como e all’Accademia Pliniana.

Il premio si ispira a Plinio il Vecchio, naturalista e uomo delle istituzioni che durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. organizzò una missione di soccorso, trovando la morte durante l’intervento. “Quando abbiamo iniziato non volevamo semplicemente celebrare Plinio – ricorda Alberto Vannelli, chirurgo oncologo e presidente di Erone ETS -volevamo capire cosa potesse ancora insegnarci. La conoscenza, da sola, non basta: acquista significato quando diventa responsabilità e servizio”.

La storia di NOMA World interpreta questo principio attraverso un linguaggio particolare: quello dell’arte, della condivisione e dell’attenzione alle persone che affrontano la malattia. La medicina cerca di aggiungere anni alla vita. Prendersi cura della persona significa dare qualità a quegli anni.

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