Carcinoma gastrico, Sone-Ve migliora la sopravvivenza globale: possibile accesso al trattamento per il 60% dei pazienti

Madrid, 27 ottobre 2026 – I risultati positivi dello studio globale di Fase III CLARITY-Gastric01 confermano che sonesitatug vedotin (Sone-Ve) ha portato a un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza globale (OS) nei tumori gastrici avanzati Claudina 18.2 positivi nella seconda e successive linee di trattamento, rispetto alla terapia scelta dallo sperimentatore.

Lo studio ha incluso pazienti con adenocarcinoma gastrico, della giunzione gastroesofagea (GEJ) e dell’esofago (EAC) localmente avanzati o metastatici, con espressione di Claudina 18.2 (CLDN18.2) in almeno il 25% delle cellule tumorali a qualsiasi intensità di colorazione, ampliando la popolazione di pazienti rispetto alla definizione attuale di positività per CLDN18.2. I risultati sono stati presentati durante un Simposio presidenziale al Congresso 2026 della European Society for Medical Oncology (ESMO) a Madrid, Spagna (abstract #LBA7).

Lo studio prevedeva due endpoint primari: la sopravvivenza globale (OS) nel setting del trattamento di terza linea e delle linee successive e la sopravvivenza libera da progressione (PFS) nella popolazione complessiva dello studio, composta da pazienti trattati in seconda linea e nelle linee successive. La OS nella popolazione complessiva dello studio era il principale endpoint secondario.

All’analisi ad interim pianificata, Sone-Ve ha ridotto il rischio di morte del 42% rispetto alla terapia scelta dallo sperimentatore (rapporto di rischio [HR] per sopravvivenza globale (OS) pari a 0,58; intervallo di confidenza [CI] al 95% 0,47-0,73; p<0,000004) nella popolazione complessiva dello studio. La sopravvivenza globale mediana è risultata di 10,6 mesi per i pazienti trattati con Sone-Ve rispetto a 6,4 mesi per la terapia scelta dallo sperimentatore.

Nel setting di terza linea e successive, Sone-Ve ha ridotto il rischio di morte del 53% rispetto alla terapia scelta dallo sperimentatore (HR per sopravvivenza globale pari a 0,47; IC al 95% 0,36-0,62; p<0,000001). La sopravvivenza globale mediana è raddoppiata nei pazienti trattati con Sone-Ve (10,0 vs 5,0 mesi). Il beneficio di sopravvivenza globale osservato è risultato coerente nella maggior parte dei sottogruppi predefiniti, sia nella popolazione complessiva dello studio che nel setting di terza e successive linee, compresi i sottogruppi basati sui livelli di espressione di CLDN18.2 (≥25%-<75% e ≥75%).

Per quanto riguarda l’altro endpoint primario di PFS, valutata tramite revisione centrale indipendente in cieco (BICR) nella popolazione complessiva dello studio, i risultati hanno mostrato una tendenza verso un miglioramento di PFS nei pazienti trattati in seconda e successive linee, senza tuttavia raggiungere la significatività statistica. Un’analisi esplorativa di PFS valutata dallo sperimentatore ha mostrato un effetto del trattamento più pronunciato (HR della PFS 0,59; IC al 95% 0,48-0,73), coerente con i risultati osservati in OS in questo setting.

“Il carcinoma gastrico è una neoplasia aggressiva, spesso diagnosticata già in fase avanzata e con elevato tasso di ricadute anche dopo una chirurgia radicale. Da qui l’importanza di nuove opzioni di cura – spiega Sara Lonardi, Direttore Oncologia 1 all’Istituto Oncologico Veneto IRCCS di Padova – Claudina 18.2 è già emerso come bersaglio utile per il trattamento con un inibitore, zolbetuximab, che tuttavia ha fornito in associazione a chemioterapia un beneficio marginale benché statisticamente significativo. Sonesitatug Vedotin per la prima volta ha dimostrato nello studio CLARITY-Gastric01 un beneficio in sopravvivenza nel trattamento di seconda e successive linee, una popolazione di pazienti che presenta una prognosi sfavorevole una volta fallita la terapia iniziale. Sone-Ve è la prima terapia mirata verso Claudina 18.2 a dimostrare in uno studio globale un beneficio di sopravvivenza in questo setting, con un prolungamento della sopravvivenza mediana di oltre quattro mesi rispetto alla terapia scelta dallo sperimentatore”.

“Questi risultati hanno il potenziale per trasformare il paradigma terapeutico per i pazienti con espressione di Claudina18.2 – continua la prof.ssa Lonardi – E uno studio per indagare l’efficacia di Sone-Ve in prima linea di trattamento, CLARITY-Gastric02, è appena stato lanciato anche in Italia. Alla luce di quanto sopra, è importante sottoporre tutti i pazienti con carcinoma gastrico avanzato al test diagnostico per valutare l’espressione di Claudina18.2 dall’inizio del percorso di cura, con la consapevolezza che questa determinazione può offrire nuove opportunità ai pazienti”.

“Sonesitatug vedotin è un nuovo anticorpo farmaco coniugato che ha come bersaglio la Claudina 18.2, una proteina presente nella mucosa gastrica – afferma Nicola Silvestris, Segretario nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) – Sfrutta un anticorpo monoclonale per riconoscere le cellule tumorali che esprimono CLDN18.2 e trasportare al loro interno un potente chemioterapico, rilasciandolo in modo mirato. Si aprono così nuove prospettive per la cura di questi pazienti, che hanno già ricevuto una prima linea di terapia”.

“Nel 2024 in Italia, sono stati stimati circa 14.000 nuovi casi di tumore dello stomaco – conclude il prof. Silvestris -.Meno del 20% è individuato in fase iniziale. Infatti, la sopravvivenza a 5 anni è ancora bassa, pari al 35% nelle donne e al 30% negli uomini. La difficoltà di una diagnosi precoce è connessa ai sintomi iniziali, spesso aspecifici e per questo confusi con altre patologie di minore gravità, ad esempio perdita di peso non intenzionale, nausea, vomito, sazietà precoce e dolore epigastrico. Questi segnali possono facilmente essere attribuiti a disturbi comuni come gastrite, ulcera peptica, reflusso gastroesofageo o intolleranze alimentari, portando a sottovalutazioni e a controlli tardivi”.

Tumori gastrici e della giunzione gastroesofagea

Il tumore gastrico (dello stomaco) è il quinto tumore più comune al mondo e la quinta causa di morte per cancro. Nel 2024 sono stati diagnosticati quasi un milione di nuovi casi di tumore gastrico, con circa 650.000 decessi segnalati a livello globale. In molte regioni, la sua incidenza è in aumento nei pazienti di età inferiore ai 50 anni, insieme ad altre neoplasie gastrointestinali (GI). Il tumore GEJ è un tipo di tumore gastrico che origina e si estende all’area in cui l’esofago si collega allo stomaco.

La maggior parte dei pazienti affetti da tumori gastrici o della giunzione gastroesofagea (GEJ) riceve la diagnosi in uno stadio avanzato o metastatico, setting con una prognosi particolarmente sfavorevole, con opzioni terapeutiche limitate, e con una sopravvivenza oltre l’anno inferiore al 20%. La maggior parte dei pazienti affetti da tumore gastrico in stadio avanzato presenta una progressione di malattia dopo le terapie standard di prima linea, e le linee terapeutiche successive producono esiti non soddisfacenti, con una sopravvivenza mediana di 5-10 mesi nei pazienti sottoposti a trattamenti sistemici di seconda linea e successive.

CLDN18.2 si è rivelato un importante bersaglio terapeutico per questi pazienti, con una percentuale stimata del 60% dei tumori gastrici/della giunzione gastroesofagea (GEJ) che esprimono CLDN18.2 in almeno il 25% delle cellule tumorali. Ogni anno, negli Stati Uniti, nell’Unione Europea, in Cina e in Giappone, circa 183.500 pazienti vengono trattati in seconda linea o in linee successive per tumori gastrici o della giunzione gastroesofagea (GEJ) avanzati o metastatici, CLDN18.2-positivi e HER2-negativi.

Lo studio CLARITY-Gastric01

CLARITY-Gastric01 è uno studio globale di Fase III, randomizzato, in aperto, in cieco per lo sponsor, multicentrico, per la valutazione di Sone-Ve come terapia di seconda linea e di linee successive in pazienti affetti da adenocarcinoma gastrico, della giunzione gastroesofagea (GEJ) o dell’esofago (EAC) avanzati o metastatici, CLDN18.2 in almeno il 25% delle cellule tumorali, con positività IHC di qualsiasi intensità.

Nello studio, i pazienti sono stati randomizzati in rapporto 1:1:1 nella Fase 1 (selezione della dose) alla monoterapia con Sone-Ve alla dose di 2,2 mg/kg o 1,8 mg/kg ogni tre settimane, oppure alla terapia a scelta dello sperimentatore (comprese chemioterapie o terapie mirate accettate a livello locale), che costituiva il braccio di confronto. Nella Fase successiva, lo studio è proseguito con Sone-Ve 2,2 mg/kg come il dosaggio raccomandato per la Fase III.

Le analisi di efficacia di questo studio forniranno inoltre le basi per valutare il ruolo del test Ventana SP455 nell’identificazione dei pazienti affetti da tumori gastrici, della giunzione gastroesofagea (GEJ) o dell’esofago (EAC) in stadio avanzato o metastatico che esprimono CLDN18.2 e che potrebbero trarre beneficio da Sone-Ve.

Lo studio è condotto in 175 centri di 19 Paesi, tra cui Nord America, Europa, Sud America e Asia. I due endpoint primari sono PFS (sopravvivenza libera da progressione), valutata secondo i criteri BICR nel setting di trattamento di seconda linea e successive, e OS (sopravvivenza globale) nel setting di trattamento di terza linea e successive. Un endpoint secondario chiave è l’OS nel setting di trattamento di seconda linea e successive.

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