Farmaci anti-obesità, non solo chili in meno: la sfida è perdere grasso preservando i muscoli

Prof. Maurizio Muscaritoli

Parma, 27 ottobre 2026 – Il boom dei farmaci GLP-1 contro l’obesità apre una nuova sfida per la nutrizione clinica: far sì che a scendere sia soprattutto il grasso, preservando i muscoli. In Italia, nel 2023, il consumo di incretino-mimetici è cresciuto del 26,4% rispetto all’anno precedente, con un aumento della spesa del 17,9%. Il segmento italiano dei farmaci per l’obesità è stimato in crescita da 104,5 milioni di dollari nel 2024 a oltre 520 milioni entro il 2030.

Ma una parte non trascurabile del peso perso con queste terapie può essere massa magra, e con essa forza, autonomia e salute metabolica. Se ne è parlato al Congresso nazionale della Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo (SINuC), che si è svolto a Parma dal 19 al 21 ottobre.

“Semaglutide e tirzepatide hanno cambiato la cura dell’obesità – sottolinea il prof. Maurizio Muscaritoli, Presidente SINuC – nei trial clinici la perdita di peso media va dal 10% al 20% in 12-18 mesi. Nello studio SURMOUNT-4, tirzepatide 15 mg ha portato a una riduzione media del 21%. Risultati che finora si ottenevano solo con la chirurgia bariatrica”.

Il peso perso, però, non è solo grasso. “Secondo una metanalisi, in media tra il 25% e il 39% dei chili persi con i GLP-1 corrisponde a massa magra, che comprende muscoli ma anche acqua, organi e tessuto connettivo – prosegue Muscaritoli – Mentre una revisione sistematica del 2024 su 1.541 pazienti trattati con semaglutide riporta valori compresi tra lo 0% e il 40%, altri studi intorno al 15%. Le differenze dipendono dai pazienti coinvolti (con o senza diabete), dagli interventi sullo stile di vita associati e dai metodi di misurazione”.

La perdita di massa magra non è esclusiva dei GLP-1: anche con il dimagrimento ottenuto con la sola dieta, circa un quarto del peso perso è massa magra. Il Joint Advisory pubblicato nel 2025 da quattro società scientifiche americane (American College of Lifestyle Medicine, American Society for Nutrition, Obesity Medicine Association e The Obesity Society) sottolinea che la quota persa è legata soprattutto all’entità del dimagrimento. E il rischio cresce quando la perdita di peso è rapida.

Il muscolo non è una questione estetica: è il più grande serbatoio di aminoacidi dell’organismo, produce miochine che regolano infiammazione e funzione immunitaria e rimuove dal sangue circa l’80% del glucosio dopo i pasti.

Il muscolo si può proteggere

Il farmaco da solo non basta: il Joint Advisory 2025 raccomanda di affiancare alla terapia una valutazione nutrizionale e dello stile di vita, con attenzione alle carenze e alla conservazione di muscoli e ossa. I consigli: adeguato apporto di proteine, distribuite su tutti i pasti, esercizi di forza e resistenza con 2-3 sessioni a settimana, meglio se associati ad attività aerobica. Attenzione anche alla qualità della dieta che deve garantire proteine, vitamine, minerali e fibre, mentre la valutazione periodica di composizione corporea, forza e funzione muscolare permette di intervenire se il dimagrimento è troppo rapido o se il muscolo cala troppo.

“Una perdita di peso più rapida non è necessariamente una perdita di peso migliore – conclude Muscaritoli – L’obiettivo non è pesare meno a ogni costo, ma ridurre la massa grassa preservando forza, autonomia e salute metabolica. Per questo i GLP-1 vanno inseriti in un percorso multidisciplinare, in cui medico, nutrizionista clinico e specialista dell’esercizio lavorano insieme”.

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