Malattie ematologiche, i successi della ricerca migliorano la qualità della vita. Convegno a Milano

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Milano, 5 novembre 2019 – Ogni anno in Italia si registrano circa 33.000 casi di tumori del sangue, tra leucemie, linfomi e altre patologie, tuttavia un numero di pazienti crescente guarisce o cronicizza grazie ai progressi della ricerca e all’innovazione scientifica. Se ne parla in occasione del Grandangolo in Ematologia, uno dei principali appuntamenti annuali di aggiornamento sulle patologie emato-oncologiche giunto alla sua decima edizione e in programma il 5 e il 6 novembre a Milano, presieduto dal prof. Armando Santoro, Direttore del Cancer Center dell’IRCCS Humanitas e docente di Humanitas University.

Nel corso del Congresso, promosso dall’Accademia Nazionale di Medicina, oltre che fare il punto sullo stato dell’arte delle neoplasie ematologiche dalla diagnosi al trattamento, saranno affrontate tutte le innovazioni, a partire dai nuovi farmaci entrati negli ultimi anni nella pratica clinica e che stanno cambiando in maniera significativa la prognosi di molte malattie ematologiche, come il mieloma multiplo, la leucemia acuta e il linfoma. Spazio sarà dedicato anche alle nuove modalità trapiantologiche e soprattutto a quella che è la maggiore innovazione nel trattamento dei linfomi e delle leucemie, le cellule CAR T.

“In questi ultimi anni in Ematologia abbiamo assistito a un fiorire di nuove molecole – spiega il prof. Armando Santoro – che hanno del tutto rivoluzionato l’atteggiamento nei confronti della maggior parte dei tumori del sangue. In questo, come del resto in tutti i settori della Medicina, la ricerca è quindi fondamentale: è uno dei motivi per cui l’équipe ematologica di Humanitas partecipa attivamente a una serie di protocolli sperimentali che garantiscono ai nostri pazienti un elevato standard di cura e migliori prospettive di vita anche nei casi più difficili”.

Il Grandangolo è anche l’occasione per conferire il prestigioso Premio Chirone (International Chiron Award for Biomedical Research and Training) a Riccardo Dalla-Favera, direttore dell’Institute for Cancer Genetics della Columbia University di New York. Il premio sarà conferito dal prof. Marco Montorsi – Rettore Humanitas University.

“Sono onorato che questo premio sia conferito al prof. Dalla-Favera che è stato uno dei pionieri della ricerca biologica e molecolare nell’ambito delle malattie ematologiche, che ha consentito di modificare sia l’aspetto diagnostico che terapeutico in queste malattie partecipando in maniera incisiva al progresso raggiunto nel trattamento di leucemie e linfomi” ha affermato il prof. Santoro.

Noto a livello internazionale per i suoi studi sull’origine dei tumori umani e in particolare dei linfomi, il prof. Dalla-Favera è considerato uno dei principali ricercatori ed esperti al mondo di genetica dei tumori. Le sue ricerche sono state fondamentali per la comprensione della patogenesi dei linfomi a cellule B – attraverso lo studio delle lesioni genetiche che coinvolgono oncogeni e geni soppressori del tumore – per determinare il meccanismo con cui si verificano e chiarire il contributo di ciascuna lesione allo sviluppo dei tumori umani. I risultati dei suoi studi hanno ottenuto numerosi riconoscimenti nella comunità scientifica internazionale e la sua attività è documentata da più di 300 articoli pubblicati sulle più prestigiose riviste.

Attualmente è Direttore del “Institute for Cancer Genetics” alla Columbia University di New York; è uno degli scienziati più famosi al mondo nel campo della genetica dei linfomi e, in particolare, del linfoma diffuso a grandi cellule, la più comune malattia maligna del sangue.

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1 Risposta

  1. Tiziana scrive:

    …e della continuità assistenziale nemmeno un cenno… siamo i clochard della sanità territoriale, quelli che non hanno diritti,quelli che si vedono riconosciuti un ruolo solo sui fogli scritti a mano attaccati sulle porte dei medici di famiglia nei prefestivi, quando dicono :” ambulatorio chiuso,rivolgersi alla guardia medica,” beh.. sappiate che se la guardia medica chiuderà non se ne gioveranno granché i medici di ap.

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