L’osteoartrosi causa il 17% delle visite dal medico di famiglia

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La patologia è in crescita e colpisce la metà degli over 65 italiani. La SIMG conduce il primo studio scientifico al Mondo che valuterà l’efficacia delle cure analgesiche nell’artrosi in base al tipo di dolore. L’annuncio viene dato in occasione dell’Investigator Meeting relativo al progetto di ricerca SIMG sulla efficacia dei farmaci analgesici nei pazienti con Osteaoartrosi dell’anca e del ginocchio

coppia-di-anzianiFirenze, 25 novembre 2016 – L’Osteoartrosi dell’anca e del ginocchio è uno dei disturbi più diffusi in tutta Europa e interessa la metà degli over 65. Provoca forti dolori al 14% della popolazione italiana ed è la causa del 17% delle visite dal medico di famiglia. Per questo la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) ha deciso di condurre uno studio osservazionale che valuterà l’efficacia delle cure per il controllo del dolore. L’annuncio viene dato oggi in occasione del 33° Congresso Nazionale della SIMG che si svolge a Firenze fino a sabato.

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Dott. Claudio Cricelli

“L’osteoartrosi è una patologia in forte crescita che limita pesantemente le funzionalità motorie e riduce così la qualità di vita soprattutto quella degli anziani – afferma il dott. Claudio Cricelli Presidente Nazionale SIMG – Si calcola che entro il 2020 sarà la quarta causa di disabilità nell’intero Pianeta. Con questa ricerca vogliamo valutare l’approccio del medico di medica generale al malato artrosico. Saranno reclutati 1.800 pazienti di cinque diversi centri della Penisola che verranno seguiti per sei mesi”.

“Il disturbo può essere di origine infiammatoria o meccanico-strutturale – aggiunge il dott. Pierangelo Lora Aprile Segretario Scientifico SIMG e Coordinatore Nazionale della ricerca – Le linee guida e degli studi scientifici finora prodotti non hanno però tenuto conto di questa suddivisione. Per la prima volta al Mondo una ricerca valuterà l’efficacia dei trattamenti analgesici suddividendo i pazienti in base alle caratteristiche del loro dolore e specificatamente in relazione al meccanismo patologico che genera il dolore. L’approccio terapeutico del medico di famiglia può infatti essere molto variabile in ragione del diverso generatore di dolore. Con questo studio contiamo di ottenere importanti informazioni per la nostra pratica clinica quotidiana”.

fonte: ufficio stampa

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