Depressione, OMS: “Nel 2020 la sarà la seconda causa di invalidità per malattia”

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Le conclusioni del XXI Congresso Nazionale della Società Italiana di Psicopatologia

uomo-stanchezza-depressioneRoma, 27 febbraio 2017 – Con un appello del prof. Alberto Siracusano, Presidente della Società Italiana di Psicopatologia (Sopsi), ad “affrontare i fortissimi, quanto crescenti, disagi psicologici provocati dalla crisi economica e sociale anche sul fronte delle sofferenze mentali”, si è concluso il XXI Congresso Nazionale degli Psichiatri Italiani, al quale hanno preso parte i più importanti ricercatori nazionali e internazionali.

Al Congresso della Sopsi, impegnata a realizzare il Progetto Salute Mentale 20.20 secondo le indicazioni dell’Oms agli Stati Membri relative al Piano Globale per la Salute Mentale 2013-2020, sono stati affrontati una serie di problemi di primo piano (crisi finanziaria, terrorismo, cambiamenti climatici, terremoti) che hanno portato “la sofferenza mentale a diventare uno dei più gravi problemi dell’epoca contemporanea”.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2020 la depressione sarà la seconda causa di invalidità per malattia, subito dopo le malattie cardiovascolari, con una stima di prevalenza pari ad un individuo su sei (1/6), e con una probabilità di ricaduta compresa in un range tra il 35% e il 65%. La diffusione di questo disturbo interessa entrambi i sessi, con una prevalenza doppia nelle donne rispetto agli uomini, e tutte le fasce di età, con un tasso di prevalenza del 4% sotto i 18 anni.

I costi sociali della depressione sono elevati e “difficili da sopportare – ha sottolineato il prof. Siracusano – per gli stessi pazienti”. In termini di ore lavorative perse, tali costi ammontano in Italia a circa 4 miliardi di euro l’anno (in Europa a 92 miliardi), che come spesa a carico del Sistema Sanitario Nazionale, è di 4.062 euro per ciascun paziente.

“E’ sempre più rilevante nell’ambito delle varie patologie – afferma il prof. Luigi Ianiri dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – il dato delle dipendenze comportamentali che si stanno affiancando ai disturbi da uso di sostanze, considerando che oggi le due più importanti dipendenze sono il gioco d’azzardo patologico e la ‘internet addiction’. Con la differenza che nell’attuale classificazione ufficiale dei disturbi mentali, il gioco d’azzardo è stato codificato, mentre la patologia legata alla dipendenza da internet ha bisogno ancora di tempo, perché mancano i riscontri di evidenza scientifica”.

“Secondo noi psichiatri – prosegue Ianiri – è fondamentale prevenire queste patologie attraverso un coinvolgimento più significativo di famiglie, scuole e media. In realtà, il gioco d’azzardo patologico sta aumentando, e in Italia coinvolge fino ad 1 milione e mezzo di giocatori con un forte discapito economico e sociale delle famiglie, e conseguenze psichiatriche rilevanti fino al suicidio. In Italia il numero dei giocatori patologici stimati è tra lo 0,5 e il 2,2 % della popolazione”.

fonte: ufficio stampa

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