Coppie simbiotiche, cronaca di una crisi annunciata

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L’equazione per una coppia felice non è di certo quella 1+1=1, dove si annega l’individualità nel mare della coppia. Le coppie simbiotiche sembrano, apparentemente, vivere un idillio, ma in realtà vivono l’incubo della fusione totale, dell’impossibilità di celebrare la differenza e quindi l’evoluzione e la crescita di coppia.

La vera equazione, o ‘regola matematica’, che può garantire l’armonia e l’evoluzione della coppia è la seguente : 1+1=3, dove al rispetto delle singole individualità (1+1) si somma la creazione di un nuovo nucleo: la coppia (3)!

Anche l’intimità e la sessualità sono accese dalla diversità, poiché è dalla differenza che nasce il desiderio. Il dibattito sulle parità fra i partner, non deve azzerare le differenze: ogni sesso ha le sue peculiarità e acquisire la totale e piena consapevolezza del nostro essere uomini o donne è il miglior modo per prepararsi all’incontro con l’altro.

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Dott. Marco Rossi

È opportuno reinterpretare il maschile e femminile secondo nuovi codici; dopo aver sacrificato sull’altare della parità le differenze fra i sessi, oggi gli uomini e le donne devono capire che per vivere meglio insieme devono affermare ciascuno la propria identità (gli uomini smettano di fare i metrosexual e le donne smettano di essere aggressive!).

Basta con le fusioni totali, poiché i partner impegnati in un rapporto totalizzante, fondato sull’esclusivo bisogno e ‘possesso’ dell’altro, tendono a voler e dover svolgere tutti i ruoli: amanti, amici, parenti… Si nutrono l’uno dell’altro, vivono la coppia come un’isola deserta, che sono i soli ad abitare, fino al giorno in cui un elemento estremo interviene a turbare questo rapporto esclusivo e ‘implodente’. È l’inizio della crisi, che genera frustrazione e senso di solitudine ed abbandono.

Per evitare che il rapporto di coppia diventi claustrofobico e che il partner sia il nostro ‘doppio’, accettiamo l’altro per quello che è, con i suoi pregi, i suoi difetti, e soprattutto con la sua diversità. Spesso non accettiamo che la persona con cui condividiamo l’intimità non abbia le nostre stesse reazioni, e non viva le nostre stesse emozioni.

Impariamo invece che una coppia è composta da due persone diverse, che ‘funzionano’ in modo asimmetrico, soprattutto in tema di comunicazione e sessualità.
Spesso il tentativo di essere uguali, di diventare ‘una cosa sola’ denota un bisogno di controllo, insicurezza, dipendenza affettiva, oppure bassa autostima.

La vera formula vincente è quella di non volere cambiare l’altro, per renderlo più simile a noi, ma fare un percorso di avvicinamento e completamento. In una relazione di coppia il partner tiene davanti a se uno specchio con cui ci mostra come siamo: può far paura trovarsi faccia a faccia con il riflesso che ci viene mostrato; ma grazie a quello specchio potremo rimetterci a posto, ‘rifarci il look’ e imparare a vedere ed esaltare la nostra unicità!

Marco Rossi

Marco Rossi

Specialista in Psichiatria. Psicoterapeuta, Sessuologo Clinico. Presidente Società Italiana di Sessuologia ed Educazione Sessuale

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