Bilancio AIFI 2018, un’analisi sociale dei Fisioterapisti Italiani

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Roma, 31 gennaio 2019 – Si è concluso un anno denso di avvenimenti per l’AIFI e contemporaneamente è iniziato un periodo di grandi mutamenti che hanno portato l’Associazione Italiana Fisioterapisti a modificare vision e mission: il 2019 sarà un anno di transizione, in cui si intensificherà sempre di più l’attività di carattere tecnico scientifico e si ridurrà progressivamente quella deputata alla rappresentatività professionale, delegata all’ordine TSRM – PSTRP.

I fisioterapisti hanno accolto con favore l’istituzione dell’Ordine e hanno riconosciuto il ruolo svolto dall’associazione: l’anno si è chiuso con un record di iscrizioni (12.496 al 15 dicembre), che ha coronato l’impegno profuso da AIFI.

La sfida del cambiamento e’ stata raccolta con responsabilità dalla Direzione Nazionale, dalle singole Regioni e dai GIS che, nell’arco di questi dodici mesi, si sono impegnati incessantemente con le istituzioni, con altre realtà associative, con i colleghi e con gli utenti per prepararsi al rinnovamento.

“Ci siamo disposti prontamente ad accogliere le novità e le difficoltà conseguenti all’emanazione della legge Lorenzin, e ci siamo schierati compatti quando alla fine dell’anno abbiamo dovuto affrontare con determinazione i rischi emersi nelle pieghe della legge di Bilancio, organizzando incontri a tutti i livelli e rilasciando comunicati chiarificatori”.

E ancora: “L’instabilità del quadro normativo non ha rallentato le attività associative, che anzi si sono moltiplicate dando luogo a una varietà di eventi che hanno contribuito ad arricchire la nostra immagine nel mondo sanitario”. Proprio per analizzare questo “capitale di esperienze accumulato nel corso dell’anno”, AIFI ha realizzato un Bilancio sociale.

“La parte del leone” l’hanno svolta gli incontri istituzionali: in tutto 179 occasioni in cui “i nostri dirigenti e i loro collaboratori hanno ottenuto di potersi confrontare direttamente con assessori, funzionari, rappresentanti di enti locali e personaggi di spicco del mondo politico sanitario. Lo scopo? Collaborare con il Dipartimento della Salute o partecipare ai tavoli regionali sulla cronicità, ad esempio, ma anche spiegare i rischi insiti nel riconoscimento di persone che pretendono di svolgere la nostra professione pur non avendo i titoli ed i requisiti formativi necessari”.

L’istituzione dell’Ordine ha inoltre aperto un nuovo fronte che ha richiesto “numerose occasioni di incontro con i loro rappresentanti territoriali e, a livello centrale, con il CONAPS e la FNO per mettere a punto le procedure necessarie all’integrazione e avviare il riconoscimento dei professionisti da inserire negli albi. Non meno importanti sono stati i 131 incontri con il mondo universitario: i colloqui con gli organi rappresentativi dei corsi di laurea, i confronti con i tutor, le presentazioni di AIFI agli studenti costituiscono una parte importante dell’attività regionale e favoriscono costantemente la possibilità di collaborazioni anche sul fronte della didattica. Non dimentichiamo inoltre l’impegno dei Commissari AIFI che hanno presenziato costantemente a tutte le sessioni di laurea svoltesi in ciascuna regione”.

Un altro capitolo che ha consentito di ottenere soddisfazioni e riconoscimenti “di grande impatto mediatico” è costituito dai 78 eventi organizzati in collaborazione con associazioni di pazienti e società scientifiche (LILT, UILDM, Cittadinanzattiva, ANIMaSS, Slow Medicine, Federfarma, solo per citarne alcune).

A questo riguardo “segnaliamo che è ormai consolidata la partecipazione dei GIS agli incontri con realtà internazionali, il che conferma l’alto livello raggiunto in ambiti specialistici”.

L’impegno associativo si è dispiegato in una serie di interviste, articoli e comunicati pubblicati sui media locali e nazionali (125 in tutto), ma ha permesso anche di produrre 21 opuscoli e altro materiale divulgativo che ha ottenuto “l’apprezzamento del mondo sanitario e dei pazienti”. Sul fronte interno è ‘doveroso’ segnalare che sono stati organizzati 109 corsi formativi rivolti ai soci (di cui 58 accreditati ECM) a costo contenuto o gratuiti, oltre a 34 convegni/congressi di alto valore scientifico. Molte altre iniziative, ben 107, sono state progettate per incontrare la popolazione in occasione di eventi sportivi e manifestazioni culturali, oppure per favorire l’attività professionale dei soci (ad esempio le consulenze a favore dei liberi professionisti). Meritano “una particolare menzione” le istituzioni di premi per la miglior tesi dei corsi universitari di base o il progetto “La schiena va a scuola”, anch’esso presente in diverse regioni. Il monitoraggio dell’abusivismo “non è venuto meno nel corso dell’anno, anche se le denunce e le segnalazioni sono state gradualmente prese in carico dagli ordini territoriali: sono 53 i procedimenti che ci hanno impegnato sul territorio nazionale a difesa della professione”.

Nel corso dell’anno sono inoltre pervenute all’Ufficio di presidenza Nazionale 92 richieste di patrocinio per eventi formativi o congressi, il che testimonia l’importanza che riveste la nostra associazione nel mondo riabilitativo. Il 2019 si è aperto dunque “con i migliori auspici: la nostra professione sta conseguendo il riconoscimento del mondo sanitario e AIFI ha ottenuto il favore crescente dei fisioterapisti che si riconoscono nell’Associazione e nei valori da essa sostenuti. Siamo certi – concludono i fisioterapisti – che l’appoggio dei colleghi ci permetterà di affrontare con decisione e fermezza tutte le battaglie che ci aspettano nei prossimi mesi”.

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