27enne colpita da tumore allo sterno: impiantata protesi in titanio 3D. Primo caso in Italia al Rizzoli

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Si tratta di un tumore rarissimo: nella casistica dell’Istituto Ortopedico Rizzoli, non è mai stato registrato un tumore a cellule giganti dello sterno, mentre nella letteratura internazionale sono riportati solo 9 casi

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Bologna, 20 settembre 2018 – È la prima volta in Italia: all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna due terzi dello sterno e parte di sei costole sono stati sostituiti da un impianto in titanio stampato in 3D. L’intervento è stato eseguito lo scorso 8 maggio dal dott. Michele Rocca, responsabile della Chirurgia toracica muscolo-scheletrica del Rizzoli, e dalla sua collaboratrice dott.ssa Mariacristina Salone, con l’equipe di sala operatoria composta dall’anestesista dott. Andrea Tognù e dagli infermieri di sala Franca Giovannelli, Piero Bacchin e Maria Zambrano, su una paziente di 27 anni colpita da tumore a cellule giganti.

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Si tratta di un tumore rarissimo: nella casistica del Rizzoli, centro di riferimento nazionale e internazionale per l’ortopedia oncologica che raccoglie da decenni i dati sui pazienti trattati, non è mai stato registrato un tumore a cellule giganti dello sterno, mentre nella letteratura internazionale sono riportati solo 9 casi.

Il tumore è stato trattato preoperatoriamente dagli oncologi del Rizzoli con un anticorpo monoclonale in grado di delimitarlo creando una sorta di guscio per permetterne l’asportazione completa senza contaminazione del campo operatorio.

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La protesi in titanio è stata realizzata su misura a partire dai dati clinici e diagnostici specifici della paziente: sarebbe stato impossibile altrimenti ricostruire l’esatta morfologia dello sterno e delle coste, tre a destra e tre a sinistra, inserendo poi la protesi con precisione millimetrica nel torace della paziente.

Insieme alla protesi in titanio a stretto contatto con cuore e polmoni sono state impiantate una fascia tendinea proveniente dalla Banca del Tessuto Muscolo-scheletrico del Rizzoli, che conserva e distribuisce oltre il 50% del tessuto da donatore usato in tutta Italia, e anche una protesi di sintesi.

La paziente è tornata alla vita normale e a quasi cinque mesi dall’intervento i controlli periodici a cui è sottoposta al Rizzoli rilevano un’ottima integrazione della protesi nei tessuti della paziente.

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