Tubercolosi e micobatteriosi atipiche, un impegno globale. Corso a Ferrara

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Ferrara, 29 maggio 2018 – Giovedì 31 maggio si svolgerà a Ferrara, presso il Castello Estense (Sala dell’Imbarcadero), un corso ECM a carattere nazionale sulla tubercolosi, dal titolo “Tubercolosi e Micobatteriosi Atipiche: un impegno globale”. L’evento è organizzato dall’Unità Operativa di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara – diretta dal dott. Marco Libanore – in collaborazione con il Servizio Pneumotisiologico dell’Azienda USL di Ferrara – diretto dal dott. Marco Lodi – ed il Dipartimento Interaziendale di Emergenza – coordinato dal dott. Roberto Zoppellari – e si svolgerà dalle ore 8.30 alle 17.30.

Obiettivo del corso, che vede coinvolti alcuni dei massimi esperti in campo nazionale della disciplina, è quello di incrementare la percezione del problema e la sensibilità diagnostica in tutte quelle componenti mediche che, potenzialmente a vario titolo, possono incontrare questo tipo di infezione nella loro attività sanitaria quotidiana.

La tubercolosi costituisce, infatti, la malattia infettiva più diffusa al mondo, con quasi quindici milioni di nuovi casi all’anno, associati a circa 1,5 milioni di decessi. Nonostante questo, la sua conoscenza rimane assai limitata. Per diversi decenni, infatti, non si è più parlato di questa complessa patologia infettiva a seguito della progressiva riduzione dell’incidenza nel nostro Paese.

I mutamenti epidemiologici legati all’espansione del fenomeno migratorio, all’incremento delle condizioni di indigenza in alcuni strati della popolazione italiana e l’aumento costante di numerosi fattori di rischio, come ad esempio le molteplici condizioni di immunodepressione, hanno determinato una nuova realtà con la quale la nostra sanità è chiamata quotidianamente a confrontarsi per cercare di fornire risposte quanto più possibile efficaci.

In questo articolato contesto le forme multifarmacoresistenti sono diventate un’emergenza pubblica prioritaria a causa dei risvolti clinico-terapeutici. La ricomparsa delle micobatteriosi atipiche in pazienti difficili ha messo ulteriormente in difficoltà il clinico che deve valutare il più idoneo e razionale approccio terapeutico.

Il ritorno della malattia tubercolare ha riproposto, altresì, il problema della sorveglianza ed il monitoraggio dell’infezione tubercolare, sia in ambito sociale che sanitario. I test IGRA (test che rivelano l’infezione tubercolare latente) di ultima generazione si propongono come un valido ausilio soprattutto in quei gruppi a rischio dove la residua memoria vaccinale può causare false interpretazioni cliniche.

Il riconoscimento precoce ed un adeguato ed appropriato completamento del ciclo terapeutico antitubercolare rimangono i cardini fondamentali per la prevenzione della diffusione della malattia e la limitazione delle forme di resistenza.

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