Proteggere per curare: all’Aou di Orbassano una nuova campagna per la vaccinazione dei pazienti fragili

Orbassano, 23 settembre 2026 – Dal decalogo all’azione. L’AOU San Luigi Gonzaga, il Dipartimento di Oncologia dell’Università degli Studi di Torino e il Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Università degli Studi di Torino lanciano “Vaccinarsi è una cura”, una campagna di sensibilizzazione che accompagnerà pazienti, familiari e cittadini nei prossimi mesi attraverso quattro messaggi dedicati alla prevenzione vaccinale.

La campagna nasce dal percorso avviato al San Luigi con il Decalogo per la protezione vaccinale dei pazienti fragili, firmato lo scorso febbraio dai promotori della campagna, che ha tradotto in dieci azioni l’obiettivo di rendere la prevenzione una componente strutturale della presa in carico: dalla valutazione vaccinale nei percorsi clinici alle raccomandazioni nelle lettere di dimissione, dalla collaborazione con il territorio, alla formazione dei professionisti e al monitoraggio dei processi assistenziali.

Un impegno che ora il San Luigi mette in pratica anche attraverso una campagna pensata per portare fuori dai documenti e dentro la quotidianità dell’ospedale il messaggio che vaccinarsi è parte della cura. Quattro diversi messaggi e grafiche saranno diffusi periodicamente sui canali social e negli spazi dell’ospedale, costruendo un unico racconto attraverso immagini e messaggi immediati.

“Con il decalogo abbiamo assunto un impegno preciso: fare in modo che la prevenzione vaccinale non resti un principio, ma entri concretamente nei percorsi e nella cultura della cura – sottolinea Davide Minniti, Direttore Generale dell’AOU San Luigi Gonzaga – Questa campagna rappresenta un ulteriore passo in quella direzione: parlare ai pazienti e a chi frequenta il nostro ospedale con messaggi semplici e riconoscibili significa trasformare la prevenzione in un tema quotidiano e condiviso. L’ospedale cura, ma ha anche il compito di creare consapevolezza e promuovere salute”.

Particolare attenzione è rivolta ai pazienti fragili e oncologici. Le infezioni possono infatti interferire con la continuità delle terapie e proprio per questo il decalogo aveva posto la vaccinazione all’interno di una strategia complessiva di presa in carico.

“Per un paziente oncologico prevenire un’infezione non è qualcosa di accessorio rispetto alla terapia – spiega Silvia Novello, Direttrice dell’Oncologia del San Luigi e Direttrice del Dipartimento interaziendale San Luigi–AslTo3 – Può significare proteggere la continuità e quindi l’efficacia del percorso terapeutico. Con questa campagna vogliamo rendere immediatamente comprensibile un concetto importante: anche la vaccinazione può essere parte del prendersi cura di sé. E intorno al paziente c’è una comunità di familiari, caregiver e professionisti che può contribuire alla sua protezione”.

Il decalogo è nato anche dal lavoro sulla formazione dei professionisti e sulla diffusione di una cultura vaccinale capace di attraversare specialità e differenti condizioni di fragilità, non soltanto oncologiche ma anche ematologiche, cardiovascolari e metaboliche.

“La comunicazione è uno degli strumenti attraverso i quali la prevenzione diventa realmente parte della pratica quotidiana – aggiunge Roberta Siliquini, Direttrice della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università di Torino – Il decalogo definisce un percorso strutturato; la campagna contribuisce a farne conoscere il significato e a costruire consapevolezza. Riproporre nel tempo messaggi semplici, scientificamente corretti e rivolti a pubblici diversi significa rafforzare una cultura della vaccinazione che riguarda il singolo, ma anche la protezione della comunità e, in particolare, delle persone più vulnerabili”.

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