Microbiot-eat: dallo studio dell’esposoma al trapianto di microbiota

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Nella sede di San Paolo Fuori le Mura incontro scientifico con i massimi esperti europei nell’ambito delle iniziative per EXPO 2015

famiglia-bambini-ciboRoma, 17 settembre 2015 – Cos’è il microbiota? Quale ruolo svolge sullo stato di salute e malattia dei bambini? Quanto e come viene influenzato dall’alimentazione? Che ruolo svolgono i probiotici nella modulazione dei batteri intestinali? A queste e ad altre domande medici e ricercatori provenienti da tutta Europa daranno una risposta in occasione di Microbiot-eat, convegno organizzato dal Bambino Gesù nell’ambito delle iniziative promosse dalla Santa Sede per Expo Milano 2015. L’incontro, che fa parte del progetto “Nutrire la vita”, si terrà presso la sede di San Paolo Fuori le Mura dell’Ospedale romano.

La parola “microbiota” racchiude le migliaia di miliardi di microbi che abitano il corpo umano e che vivono principalmente nell’intestino, dove ci aiutano a digerire il cibo, a sintetizzare le vitamine e a difenderci dalle infezioni. Ma recenti ricerche hanno dimostrato che la sua influenza va ben oltre l’intestino e arriva addirittura al cervello grazie alla quantità e alla qualità dei batteri che vivono nel nostro tubo digerente.

Alla luce delle ultime ricerche scientifiche, un ruolo centrale sarà dato alla correlazione tra “dieta” e microbiota intestinale umano e sul ruolo e l’impiego dell’alimentazione mediterranea nella salute del bambino e dell’adulto. L’alimentazione è infatti uno dei parametri fondamentali che lo modificano e lo influenzano. Un’alimentazione variegata, integrata, può significativamente modulare e migliorare persino i profili di microbiota compromessi, cioè associati a patologie conclamate.

Sistema nervoso e intestino
È ormai chiaro che la tensione emotiva può alterare la microflora intestinale, così come si è dimostrato anche il fenomeno contrario, ovvero che l’alterazione della flora batterica può favorire lo sviluppo di infiammazione intestinale che provoca ripercussioni a carico del sistema nervoso.

Effetti dei probiotici
Il collegamento tra cervello e intestino sembra essere dovuto soprattutto agli ormoni dello stress, primo fra tutti il cortisolo, e alle catecolamine, sostanze come l’adrenalina e la noradrenalina. Recenti ricerche condotte sia sugli animali che sugli uomini hanno infatti dimostrano che la somministrazione di probiotici è in grado di ridurre l’ansia e innalzare la soglia del dolore.

Disturbi psichiatrici e neurologici
Il microbiota intestinale sembra contribuire in modo molto attivo al mantenimento della funzionalità cerebrale, ma non solo: potrebbe anche incidere sul rischio di più seri disturbi psichiatrici e neurologici, fra cui ansia, depressione e autismo. Altri ricercatori stanno esplorando la possibilità che il microbiota abbia un ruolo nelle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson.

Gli scenari futuri: il trapianto di microbiota
Attraverso l’Istituto per la salute del Bambino e dell’Adolescente, una struttura virtuale che risponde alla missione di un grande Policlinico Pediatrico non solo di curare i bambini ammalati, ma anche di prevenire le malattie nel bambino “sano”, il Bambino Gesù ha attivato una serie di iniziative rivolte a controllare l’ambiente complessivo (esposoma) nel quale il bambino cresce e si sviluppa.

Le ricerche del Bambino Gesù in questo settore stanno diventando strumenti fondamentali per la clinica, a livello di diagnosi e persino di terapia (trapianto di microbiota in alcune malattie intestinali), sottolineando le relazioni di interdipedenza tra il patrimonio genetico individuale e l’ambiente.

Di eseguito il programma dell’evento:

MicrobiotEat_Programma

fonte: ufficio stampa

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