Giornata mondiale contro l’AIDS: incentivare test HIV in gravidanza

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Il Registro Italiano per l’Infezione da HIV in Pediatria lancia l’allarme: in Italia, negli ultimi 10 anni, oltre 80 neonati hanno acquisito dalla madre il virus da HIV. Lo dichiara il prof. Maurizio de Martino, Professore Ordinario di Pediatria dell’Università di Firenze e coordinatore del Registro. Secondo il pediatra e immunologo toscano, è fondamentale effettuare il test HIV in gravidanza e il test deve essere accessibile a tutte le donne incinta. La trasmissione dell’HIV dalla madre al figlio può essere prevenuta grazie alla terapia in gravidanza

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Firenze, 30 novembre 2017 – Si celebra domani, venerdì 1° dicembre, la Giornata Mondiale contro l’AIDS, istituita per accrescere la coscienza della epidemia mondiale della patologia dovuta alla diffusione del virus HIV.

In questa Giornata arriva una notizia davvero inquietante che si sofferma sulla salute dei più piccoli. “In Italia, negli ultimi 10 anni, almeno 82 neonati hanno acquisito l’infezione da HIV dalla madre. Questi numeri rappresentano un inquietante campanello di allarme e indicano chein Italia non vi è adeguato counselling alle donne in gravidanza”.

Lo rende noto il prof. Maurizio de Martino, Professore Ordinario di Pediatria dell’Università di Firenze, esponendo i dati del Registro Italiano per l’Infezione da HIV in Pediatria.

Nel rispetto dell’anonimato, il Registro raccoglie dal 1985 dati epidemiologici e clinici sui bambini con infezione da HIV o nati da madre HIV-positiva (complessivamente sono oltre 11.000). Attualmente la trasmissione madre-figlio del virus dell’HIV può essere prevenuta con la terapia in gravidanza, in grado di determinare il quasi azzeramento dei bambini nati infetti da donne HIV-positive.

“Invece – spiega il prof. de Martino – gli 82 bambini infettati sono nati in Italia da donne che non avevano fatto il test per HIV in gravidanza, da donne che hanno rifiutato la terapia o da donne alle quali è stata sconsigliata la terapia. Questo ha comportato il tragico risultato di avere 26 casi di AIDS e 2 decessi. Eventi di questa natura non sono, attualmente, accettabili, in assoluto, ma ancor di più in un Paese come il nostro ad elevate risorse”.

Secondo il prof. de Martino, la diagnosi dello stato di infezione deve essere fatta alla madre in gravidanza al fine di effettuare la procedura per ridurre pressoché a zero il rischio di trasmissione al bambino.

“Tutti i medici e i ginecologi devono incentivare l’effettuazione del test HIV in gravidanza e il test deve essere accessibile a tutte le donne incinta – conclude de Martino – ma si deve anche ricordare alle donne in età fertile che esiste l’infezione da HIV e che questa viene acquisita anche al di fuori delle cosiddette categorie a rischio. Le madri devono sapere che il proprio bambino ha il diritto di nascere sano”.

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