Antimicrobico-resistenza, la sfida della sanità pubblica: vaccini, nuovi antibiotici e diagnosi precoce al centro del confronto in Senato
Alla Biblioteca del Senato il confronto tra istituzioni, mondo scientifico e professionisti della salute: vaccinazione, diagnostica, nuovi antibiotici e accesso alle cure tra le priorità emerse
Roma, 22 ottobre 2026 – La resistenza agli antimicrobici (AMR) rappresenta una delle principali sfide per la salute pubblica e richiede una risposta strutturale, coordinata e multidisciplinare. È questo uno dei messaggi centrali emersi dal convegno “AMR e Vaccini 2026”, che si è svolto presso la Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”.
L’incontro, coordinato da Stefano Vella, Professore di Metodologia della Ricerca Clinica dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, e moderato dal giornalista Gerardo D’Amico, conduttore RAI di Basta la Salute, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, esperti scientifici, professionisti sanitari e rappresentanti dei cittadini e delle aziende.
All’incontro sono intervenuti Robert Nisticò, Presidente AIFA, Rocco Bellantone, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Anna Caraglia, Ufficio delle Emergenze Sanitarie del Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della Salute, e Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio Regionale del Lazio. Il confronto ha visto inoltre la partecipazione parlamentare della Sen. Paola Binetti.
Il programma scientifico ha affrontato l’AMR da diverse prospettive, a partire dalla relazione “Resistenza antimicrobica (AMR): la nuova Pandemia all’orizzonte”, affidata a Marco Falcone dell’Università degli Studi di Pisa, e dall’intervento di Matteo Bassetti, della Società Italiana di Terapia Infettiva, Antibatterica, Antivirale, Antifungina (SITA), dedicato allo stato dell’arte sullo sviluppo dei nuovi antibiotici.
Particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di sostenere la ricerca e rendere disponibili nuovi strumenti terapeutici. In questo ambito sono stati affrontati il Reserve Fund come leva strategica per contrastare l’AMR, con Walter Marrocco, Responsabile Scientifico FIMMG, e il tema degli incentivi Push & Pull per facilitare la ricerca e lo sviluppo di nuovi antibiotici, con Daniela Bianco, Responsabile Area Healthcare di Ambrosetti.
Un ulteriore tema centrale è stato quello dell’appropriatezza terapeutica e dell’innovazione diagnostica. Maurizio Sanguinetti, della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma, ha approfondito il ruolo della diagnostica avanzata per l’appropriatezza della terapia antimicrobica, mentre Massimo Andreoni, dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, ha affrontato il tema dell’Early Access per gli antimicrobici innovativi, con particolare riferimento ai modelli per accelerare l’accesso dei pazienti, rafforzare il Servizio sanitario nazionale e sostenere l’innovazione.
La prevenzione attraverso la vaccinazione ha costituito un altro pilastro del confronto. Fabrizio Pregliasco, dell’Università degli Studi di Milano, ha approfondito come e quando utilizzare i vaccini per gli anziani, mentre Teresa Mazzone, Presidente SIP Lazio, ha affrontato il tema della vaccinazione in età pediatrica e adolescenziale.
Il programma ha inoltre ampliato la prospettiva alla sanità pubblica e all’approccio One Health, con l’intervento di Antonia Ricci, Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, dedicato ai programmi di sanità pubblica contro l’AMR. La dimensione della partecipazione dei cittadini è stata rappresentata da Valeria Fava, Responsabile del Coordinamento Politiche per la Salute di Cittadinanzattiva, con un intervento dedicato alla voce dei pazienti.
Dal confronto è emersa con forza la necessità di considerare vaccinazione e prevenzione come strumenti fondamentali anche nella lotta all’antimicrobico-resistenza. Prevenire le infezioni significa ridurre il ricorso agli antibiotici e, conseguentemente, la pressione selettiva che favorisce lo sviluppo delle resistenze.
In questa prospettiva, diventa prioritario rafforzare le coperture vaccinali lungo tutto l’arco della vita, migliorare l’appropriatezza prescrittiva, potenziare la diagnostica, sostenere la sorveglianza e rendere più efficace la prevenzione delle infezioni.
Un ruolo centrale è stato riconosciuto anche alla capacità del Servizio sanitario di garantire accesso tempestivo all’innovazione, senza perdere di vista la sostenibilità e l’appropriatezza dell’utilizzo degli antimicrobici. La ricerca di nuovi antibiotici, infatti, deve essere accompagnata da modelli capaci di incentivare l’innovazione e, allo stesso tempo, preservare l’efficacia dei nuovi farmaci attraverso un uso responsabile.
Anche il mondo dell’industria ha portato il proprio contributo al confronto, con gli interventi di Andrea Coppola, Italy Government Affairs & Regional Access Associate Director di SHIONOGI, e Benedetta Sica, Executive Director Policy, Communication & ESG Strategy di MSD, a testimonianza della necessità di una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, comunità scientifica e aziende per affrontare la sfida dell’antimicrobico-resistenza.
Il confronto ha inoltre evidenziato l’importanza di una maggiore integrazione tra istituzioni, professionisti sanitari, cittadini, ricerca, industria e ambiti veterinario e ambientale. Una strategia efficace contro l’AMR richiede infatti una visione complessiva della salute, nella quale prevenzione, assistenza, ricerca e politiche sanitarie siano parte di un’unica risposta.
Contrastare l’antimicrobico-resistenza significa quindi investire nella prevenzione, nella vaccinazione, nella diagnostica e nell’appropriatezza terapeutica, sostenendo al tempo stesso la ricerca e l’accesso alle nuove soluzioni. È questa la direzione emersa dal confronto, con l’obiettivo di trasformare la lotta all’AMR in una priorità stabile e condivisa di salute pubblica.




