Emergenza colera in Yemen: urgono acqua pulita e servizi igienico-sanitari

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Medici Senza Frontiere: “Necessario un aumento su scala esponenziale degli aiuti”

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Sana’a/Roma, 11 luglio 2017 – Nel distretto settentrionale di Abs, l’area più gravemente colpita dall’epidemia di colera, urge un aumento esponenziale degli aiuti, avverte Medici Senza Frontiere (MSF). La malattia si diffonde attraverso l’acqua contaminata, quindi la potabilizzazione di quest’ultima e i servizi igienico-sanitari sono particolarmente vitali per affrontare il problema alla radice.

“Nel distretto di Abs, le nostre équipe vedono una situazione igienica estremamente scarsa e un insufficiente accesso all’acqua potabile – afferma Gabriel Sánchez, responsabile dei progetti di MSF in Yemen – È chiaramente uno dei principali fattori nella diffusione dell’epidemia di colera. L’acqua e i servizi igienico-sanitari erano un problema anche prima dello scoppio dell’epidemia, ma adesso la situazione è particolarmente preoccupante. O agiamo adesso o affronteremo una crisi umanitaria molto più grande nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”.

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Abs, nel governatorato di Hajjah, ha registrato il primo caso di colera a fine marzo. Da allora, il numero di casi è esploso, e il Centro per il trattamento del colera di MSF nella città ha ricoverato fino a 462 pazienti in un solo giorno – di più che in qualunque altra località in Yemen.

Con più di 376.000 persone sfollate su una popolazione stimata di 2 milioni, Hajjah ospita più sfollati che ogni altro governatorato yemenita. Circa un quarto di questi hanno cercato rifugio nel distretto di Abs, spesso vivendo in aree remote senza i servizi di base così da diminuire la possibilità di essere colpiti da attacchi aerei o da altro tipo di violenza associato al conflitto.

Nei centri per il trattamento del colera allestiti da MSF nel governatorato di Hajjah, le équipe distribuiscono kit per la disinfezione, che includono spazzoloni, scope, sapone e pastiglie di cloro per purificare le scorte di acqua.

“In aggiunta al trattamento dei pazienti, le case devono essere disinfettate e le fonti di acqua devono essere purificate – dichiara Cristina Imaz, coordinatore logistico di MSF – Devono essere allestiti dei punti di distribuzione di acqua pulita, e devono essere igienizzati regolarmente i luoghi dove le persone si riuniscono, come i mercati o le stazioni degli autobus. Tuttavia, queste attività finora non sono state fatte in modo sistematico”.

Da quando il colera è scoppiato a fine marzo, MSF ha raddoppiato la portata della sua risposta di emergenza nel distretto di Abs. Le équipe di MSF ad Abs hanno trattato più di 12.200 pazienti sospettati di avere il colera e la diarrea acquosa acuta. La cifra rappresenta un quinto di tutti i casi visti dalle équipe di MSF all’interno dei 9 governatorati yemeniti, e quasi il 5% di tutti casi registrati in Yemen, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Dopo due mesi di crescita esponenziale, il numero settimanale di casi di colera è diminuito per la prima volta agli inizi di luglio, ma centinaia di persone affette dalla malattia continuano ad arrivare per essere trattate.

Anche prima dello scoppio del colera, le équipe di MSF nell’ospedale rurale di Abs vedevano aumentate in modo esponenziale le consultazioni di emergenza, i ricoveri pediatrici e gli interventi chirurgici. Inoltre, ci sono state epidemie di morbillo e pertosse e picchi di malaria – tutte malattie che dovrebbero essere limitate o controllate. Presi insieme, questi elementi sono il chiaro segnale che il sistema sanitario in Yemen, disperatamente a corto di risorse e personale, è collassato.

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