Antidepressivi ai minori, la Ue risponde a Pedicini: “Non ci sono monitoraggi europei”

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On. Piernicola Pedicini

Bruxelles, 13 luglio 2017 – Nuova tappa delle attività portate avanti dall’eurodeputato del M5S Piernicola Pedicini per spingere gli organismi europei ad occuparsi degli effetti collaterali derivanti dalla somministrazione di antidepressivi a bambini e ragazzi.

La Commissione europea ha risposto ad un’interrogazione presentata dall’eurodeputato pentastellato ad aprile scorso.
Nell’interrogazione Pedicini aveva spiegato alla Commissione qual era la situazione italiana, e aveva chiesto di sapere se c’erano iniziative in corso da parte della Ue per monitorare il preoccupante aumento dell’uso di farmaci antidepressivi per i più piccoli, così come documentato nel marzo 2016 da uno studio pubblicato dall’European Journal of Neuropsychopharmacology.

La Commissione ha risposto sostenendo che “non ci sono in corso o in programma attività volte a monitorare il trattamento specifico per bambini e adolescenti e che gli Stati membri sono responsabili dell’organizzazione e della fornitura di servizi sanitari e di assistenza medica, comprese le prescrizioni di medicinali”.

Ha poi aggiunto che “la Ue sostiene gli Stati membri attraverso un gruppo di esperti governativi sulla salute e sul benessere mentale che funge da forum per lo scambio di informazioni e migliori prassi sulla salute mentale, nel quale si potrebbero affrontare questioni quali l’uso di medicinali. Il programma Ue Compass – ha sottolineato l’organismo esecutivo di Bruxelles – fornisce inoltre un forum per riferire circa i progressi effettuati e per scambiare buone prassi in ambiti quali la prevenzione della depressione e del suicidio, la salute mentale sul luogo di lavoro e nelle scuole, la sanità elettronica e l’accesso all’assistenza psichica”.

“La risposta della Commissione non ci soddisfa – ha commentato Pedicini – Intensificheremo il nostro impegno per continuare a incalzarla e sviluppare il confronto intorno a questa importante tematica. Riteniamo assurdo che non ci sia un programma di farmacovigilanza della Ue volto a monitorare la somministrazione di psicofarmaci a piccoli e minori”.

“In Italia – ha evidenziato l’eurodeputato del M5S – già nell’aprile 2007 venne avviata un’attività di farmacovigilanza sul disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività per bambini e ragazzi sottoposti a trattamenti di farmaci antidepressivi metilfenidato (Mpx) e atomoxetina (Atx). A seguito dei dati raccolti in un apposito Registro nazionale, fu possibile stimare il profilo di rischio degli psicofarmaci Mph e Atx, nonché la prevalenza della sindrome nella popolazione italiana di età compresa tra 6 e 18 anni, che risultò essere poco superiore all’1% (sensibilmente inferiore a quelle stimate in altri Paesi)”.

“La Commissione – ha concluso Pedicini – dovrà dirci se sussistono le condizioni per esportare il modello italiano in altri Paesi europei; se ritiene che l’estensione del registro ad altre patologie, come la depressione, possa contribuire ad una riduzione delle prescrizioni e se è a conoscenza di esperienze simili in altri Stati membri”.

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