Virus Ebola, esercitazione all’Aou di Sassari per rispondere all’emergenza infettivologica

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Sassari, 28 ottobre 2019 – Lo scorso sabato si è svolta una esercitazione all’Aou di Sassari per il “trasporto di paziente in biocontenimento dal domicilio al reparto di Malattie infettive”. Un vero e proprio schieramento di ‘forze’ che ha visto impegnate, in sinergia tra loro, l’Assl Sassari-Ats Sardegna, l’Aou di Sassari e l’Areus con le ambulanze del sistema 118.

“Siamo molto contenti di questa esercitazione – afferma il professor Sergio Babudieri, direttore della struttura complessa di Malattie infettive – perché il significato era quello di fare emergere eventuali criticità e disallineamenti tra le tre aziende. Non è facile mettere assieme diversi protocolli e un numero consistente di operatori. Chi opera sul paziente sono, ogni volta, un medico e un infermiere ma il numero di persone che vengono coinvolte in tutta l’organizzazione è cospicuo. Pur avendo studiato nelle riunioni i diversi protocolli, oggi abbiamo avuto la possibilità di valutare con precisione gli ulteriori correttivi da apportare alla nostra operatività”.

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C’è soddisfazione quindi nelle parole del direttore della struttura il quale ricorda che “due volte al mese le nostre equipe si esercitano nella vestizione, svestizione e ingresso nelle camere ad alto biocontenimento, perché è rischioso quando si è in presenza di malattie infettive in cui, per contatto, si può essere contagiati”, conclude Sergio Babudieri.

“Le esercitazioni sono sempre utili e devono essere ripetute più volte – afferma il direttore sanitario dell’Areus Piero Delogu – Questa di oggi, fatta in collaborazione con l’Igiene pubblica dell’Ats Sardegna e le Malattie infettive dell’Aou e il nostro servizio 118, ha testato le problematiche nella gestione dei pazienti ad alto rischio infettivo. L’esercitazione è andata bene, emergono sempre delle criticità che servono a farci crescere e migliorare, così da trovare la condizione ottimale, la qualità e la perfezione che servono qualora dovesse avvenire un evento di questo tipo”.

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“Abbiamo scelto di fare questa esercitazione, con un ipotetico caso di Ebola, perché recentemente – afferma Marco Mannazzu dirigente medico di Malattie infettive – c’è stato un allerta ministeriale per una nuova epidemia che si è sviluppata in Congo. Dall’assessorato regionale e dalla nostra azienda abbiamo ricevuto un impulso a essere pronti. A Sassari, nella scorsa epidemia del 2014-2015 abbiamo ospitato uno dei 4 casi al mondo di infezione da virus Ebola diagnosticata nelle zone di epidemia e poi manifestata nei territori di ritorno degli operatori sanitari. In quella occasione siamo riusciti a rispondere a un’emergenza così importante. Dopo una lunga preparazione, come Malattie infettive abbiamo chiesto di avere tutto quello che serve per essere pronti a fronteggiare emergenze di tipo infettivologico. L’esercitazione di oggi è un primo passo e una prima risposta”.

Il caso registrato a Sassari, come si può verificare dai report dell’OMS, è quello che ha determinato il minor numero di contatti senza trasmissione dell’infezione: soltanto 19 e molti di questi, per altro, legati al personale tecnico e ai familiari. I 19 casi sono stati monitorati per il tempo necessario dall’ufficio dell’Igiene pubblica. “Il fatto che siano stati soltanto 19 – conclude Marco Mannazzu – evidenzia la buona organizzazione nella gestione del paziente, senza rischiare contatti inutili e pericolosi per la popolazione”.

Malattia da virus Ebola: aspetti principali
(fonte Organizzazione Mondiale della Sanità)

La malattia da virus Ebola (EVD), precedentemente nota come febbre emorragica da Ebola, è una malattia rara ma grave, spesso fatale nell’uomo.

  • Il virus viene trasmesso alle persone dagli animali selvatici e si diffonde nella popolazione umana attraverso la trasmissione da uomo a uomo.
  • Il tasso medio di mortalità del caso malattia da virus Ebola è di circa il 50%. I tassi di mortalità per caso sono variati dal 25% al 90% nei focolai passati.
  • L’impegno della comunità è la chiave per controllare con successo i focolai.
  • Un buon controllo delle epidemie si basa sull’applicazione di un pacchetto di interventi, in particolare la gestione dei casi, le pratiche di prevenzione e controllo delle infezioni, la sorveglianza e la ricerca dei contatti, un buon servizio di laboratorio, sepolture sicure e dignitose e mobilitazione sociale.
  • I vaccini per la protezione contro l’Ebola sono in fase di sviluppo e sono stati utilizzati per aiutare a controllare la diffusione degli scoppi di Ebola in Guinea e nella Repubblica Democratica del Congo (RDC).
  • Terapia di supporto precoce con reidratazione, trattamento sintomatico migliora la sopravvivenza. Non esiste un trattamento autorizzato per neutralizzare il virus ma sono in fase di sviluppo una serie di terapie del sangue, immunologiche e farmacologiche.

L’ebola si diffonde quindi attraverso la trasmissione da uomo a uomo con il contatto diretto (attraverso la pelle o le mucose) con:

  • sangue o fluidi corporei di una persona che è malata o è morta di Ebola;
  • oggetti che sono stati contaminati con fluidi corporei (come sangue, feci, vomito) da una persona malata di Ebola o dal corpo di una persona morta di Ebola.

Sintomi
(fonte Organizzazione Mondiale della Sanità)

Il periodo di incubazione, ovvero l’intervallo di tempo dall’infezione con il virus all’insorgenza dei sintomi, va dai 2 ai 21 giorni. Una persona infetta da Ebola non può diffondere la malattia fino a quando non sviluppano sintomi.
I sintomi della malattia da virus Ebola possono essere improvvisi e includono febbre, fatica, dolore muscolare, mal di testa, gola infiammata.

Questo è seguito da vomito, diarrea, eruzione cutanea, sintomi di funzionalità renale ed epatica compromessa, in alcuni casi, sanguinamento sia interno che esterno (ad esempio, trasudando dalle gengive o sangue nelle feci). I risultati di laboratorio includono un basso numero di globuli bianchi e piastrine ed elevati enzimi epatici.

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