Vaccini, in Ue dilaga lo scetticismo. I pediatri italiani spiegano come sconfiggerlo

Le politiche vaccinali umane sono di esclusiva competenza degli Stati membri: così l’Ue può imporci di vaccinare il cane ma non i nostri figli. Disuguaglianze europee: la mortalità per cancro del collo dell’utero è più frequente nei Paesi meno ricchi, dove la vaccinazione anti-HPV ha fallito. Confidence, Complacency e Convenience: le 3 C che provocano lo scetticismo vaccinale nel corso FAD coordinato dal presidente SIMPe, Giuseppe Mele, dal titolo: “Vaccinazioni: disuguaglianze nella prevenzione?”

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Dott. Giuseppe Mele

Roma, 4 marzo 2017 – “L’Unione Europea può imporci di vaccinare i nostri cani ma non i nostri figli”. È con questo assunto, solo in apparenza provocatorio, che prende il via la lezione “Strategie possibili per obiettivi comuni europei” contenuta nel corso FAD del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione, dal titolo: “Vaccinazioni: disuguaglianze nella prevenzione?”.

Durante il corso, di cui è responsabile scientifico il dott. Giuseppe Mele, presidente SIMPe (Società Italiana Medici Pediatri), emerge, infatti, che le politiche vaccinali umane sono di esclusiva competenza degli Stati membri e che l’Europa può fare molto poco in questo senso: si ricorda una flebile raccomandazione del Consiglio Ue risalente al 2009 in materia di vaccinazione influenzale, nella quale ci si limita a sollecitare i Paesi a raggiungere almeno il 75% della copertura vaccinale tra la popolazione anziana.

Ciò ha comportato l’inevitabile dilagare delle diseguaglianze vaccinali in Europa: basti pensare alla mortalità per cancro del collo dell’utero, più frequente nei Paesi meno sviluppati e meno ricchi, dove la vaccinazione anti-HPV o non è stata implementata, o in qualche modo ha fallito, anche a causa dello scarso supporto dei governi nazionali.

Eppure il problema delle diseguaglianze non è solo di carattere economico: basti pensare alle vaccinazioni contro il Rotavirus, già formalizzate in Norvegia e in Finlandia, e non nell’altrettanto ricca Svezia. Nel quadro così delineato, uno spettro si aggira per l’Europa: l’esitazione vaccinale, ovvero la progressiva perdita di fiducia nei vaccini. Per questo, il dott. Pier Luigi Lopalco, professore di Igiene presso l’Università di Pisa e relatore della prima lezione del corso, ha voluto illustrare il modello delle “3 C” che scatenano lo scetticismo in materia, elaborato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità:

1. Confidence, la scarsa “confidenza” nei confronti delle vaccinazioni;
2. Complacency, l’eccessiva “compiacenza” nel fatto che le malattie infettive non esistano più;
3. Convenience, le persone non si vaccinano perché non è “conveniente” farlo.

Il corso: “Vaccinazioni: disuguaglianze nella prevenzione?” è articolato in 4 video-lezioni che spaziano dal contesto comunitario, passando per l’HPV, fino alla meningite e al ruolo dei social media. Il corso, on line gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it, prevede inoltre un questionario finale che accerta la comprensione dei contenuti e assegna 4 crediti formativi ECM.

“Vaccinazioni: disuguaglianze nella prevenzione?” si aggiunge all’ampio catalogo di oltre 120 corsi FAD offerti dal provider ECM 2506 Sanità in-Formazione, di cui fanno parte anche i Film Formazione: una lista di produzioni che hanno già riscosso enorme successo tra i camici bianchi grazie a film selezionati in prestigiosi festival cinematografici.

fonte: ufficio stampa

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