Il microbiota comunica con il cervello e lo influenza. Convegno a Milano

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Il microbiota, l’insieme di batteri che vive in maniera simbiotica con l’uomo all’interno dell’intestino, può influenzare il cervello e molti organi attraverso un’infiammazione dell’organismo. Questo è uno dei temi di cui si parlerà al convegno “Microbiota e cervello: gli organi pensanti” in programma a Milano il 13 ottobre. Tra le conseguenze di questo processo infiammatorio vi è anche la riduzione del senso di sazietà nel cervello e la spinta a mangiare oltre misura

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Milano, 10 ottobre 2018 – Il microbiota ‘comunica’ con il cervello e con gli organi del corpo attraverso molecole infiammatorie chiamate citochine. Questa infiammazione, definita ‘silente’ perché non dà sintomi evidenti, può essere causa di numerose patologie che colpiscono diversi organi. Le citochine sono prodotte dalla parete dell’intestino quando questa entra in contatto con un particolare tipo di batteri, già presenti all’interno dell’apparato digerente umano, che sono più numerosi quando l’individuo ha una dieta ricca di grassi.

Ad esempio, tra gli effetti dell’azione del microbiota sul cervello vi è una riduzione del senso di sazietà: agendo sull’ipotalamo, lo rendono meno sensibile ai segnali di sazietà provenienti dall’intestino.

Questo è uno dei molti temi di cui si parlerà al convegno “Microbiota e cervello: gli organi pensanti”, in programma a Milano il 13 ottobre, che avrà come filo rosso la “coscienza biologica”, sia umana sia degli altri esseri viventi. Nel corso dell’evento scientifico, sarà al centro dell’evento scientifico, organizzato dell’Istituto di ricerca “Quantitative and Quantum Dynamics of Living Organisms – Center for Medicine, Mathematics and Philosophy Studies”, con il patrocinio della Società Italiana di Biologia sperimentale. Esperti internazionali si confronteranno sul rapporto intestino-cervello, psicofarmacologia, topologia cerebrale, correlazione tra cancro ed emozioni croniche.

Convegno
“Microbiota e cervello: gli organi pensanti”
Sabato 13 ottobre 2018 dalle 9:30 alle 18:00
Hotel Michelangelo, Piazza Luigi di Savoia 6, Milano

Le interazioni tra intestino, cervello e microbiota saranno approfondite nel corso del convegno da Helen Raybould del Dipartimento di anatomia, fisiologia e biologia cellulare della University of California Davis. Il gruppo di ricercatori da lei guidato ha dimostrato, tra l’altro, che nello sviluppo dell’obesità il microbiota ha un ruolo determinante: in un esperimento, infatti, si è trapiantato il microbiota di una cavia obesa a una magra e questa ha iniziato a mangiare senza controllo, arrivando anche essa a essere ampiamente sovrappeso. Un ulteriore studio, sviluppato dalla dottoressa Raybould, ha mostrato come questa modifica del microbiota porti un cambiamento anche a livello del nervo vago, rendendolo meno sensibile ai segnali di sazietà che l’intestino gli invia.

Il microbiota
Ha importanti funzioni: per esempio, trasforma in molecole assimilabili sostanze che altrimenti che non lo sarebbero, come le cartilagini e le molecole di cellulosa, e sintetizza sostanze indispensabili, come la vitamina K, che svolge un ruolo essenziale nella coagulazione del sangue. Questi microrganismi, presenti all’interno dell’intestino in un numero elevatissimo, compreso tra 1.013 e 1.014 si nutrono di zuccheri che l’essere umano mangia.

Poiché il microbiota svolge funzioni molto importanti per l’organismo un suo alterato equilibrio può contribuire allo sviluppo di patologie gravi come malattie metaboliche, patologie infiammatorie croniche, sindrome del colon irritabile, obesità ma anche autismo, depressione e stress.

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