Tumore della prostata, l’evoluzione della chirurgia robotica mininvasiva con ‘da Vinci X’

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Castellanza, 23 febbraio 2018 – L’Urologia di Humanitas Mater Domini può contare su un nuovo strumento che supporta il chirurgo nel trattamento del tumore alla prostata, anche per l’esecuzione di interventi sempre più complessi: “da Vinci X”, il primo robot chirurgico di questo modello installato in Lombardia, il secondo in Italia.

Negli ultimi anni sono stati compiuti importanti passi avanti nel trattamento del tumore alla prostata:la chirurgia robotica e, in particolare, il robot da Vinci, rappresentano la piattaforma più evoluta per la chirurgia mininvasiva presente ad oggi sul mercato.

Il tumore della prostata, infatti, è tutt’ora uno dei più comuni tra gli uomini. Il rischio di incorrere in questa patologia è spesso correlato all’età: le possibilità di ammalarsi sono minime prima dei 40 anni, aumentano sensibilmente dopo i 50, mentre quasi due tumori su tre vengono diagnosticati in persone con oltre 65 anni.

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Dott. Gianluigi Taverna

L’aiuto del robot non sostituisce la professionalità del chirurgo, ma lo aiuta migliorando la qualità dell’atto chirurgico. Questa chirurgia robotica, mininvasiva e precisa, offre molti vantaggi: piccole incisioni con migliori risultati estetici, minore necessità di trasfusioni, minor dolore post-operatorio, riduzione tempi di degenza che in molti casi vengono addirittura dimezzati e ripresa più rapida della normale attività.

L’Urologia di Humanitas Mater Domini si è recentemente dotata di “da Vinci X”, il primo sistema di questo modello installato in Lombardia, il secondo in Italia. Si tratta dell’unico sistema robotico che traduce in modo intuitivo i movimenti del chirurgo, azzerandone il fisiologico tremore. Il sistema permette, inoltre, una reale visione 3D, con una efficace magnificazione dei dettagli anatomici.

“da Vinci X conferisce all’atto chirurgico una precisione non confrontabile con altre tecniche. Permette di operare con precisione assoluta nel taglio, fornendo un campo visivo ingrandito di 10 volte rispetto al precedente sistema. È importante sottolineare che si possono così superare i limiti legati alla difficoltà di trattare con la chirurgia mininvasiva laparoscopica quelle patologie in sedi anatomiche difficili da raggiungere. Il tutto con una incredibile versatilità di movimenti, resi più precisi e sicuri, senza alcuna traccia di tremore fisiologico”, spiega il dott. Gianluigi Taverna, responsabile dell’Urologia di Humanitas Mater Domini, esperto di chirurgia robotica, che ha già eseguito oltre 3.000 interventi con il Robot Da Vinci.

Con il Robot “da Vinci”, l’équipe di Urologia di Humanitas Mater Domini esegue interventi di complessità crescente.

“La prostatectomia radicale (rimozione totale della prostata) è una procedura ormai consolidata con il da Vinci ed è possibile effettuarla sia contemporaneamente all’asportazione dei linfonodi locoregionali (linfoadenectomia), sia con tecnica ‘nervesparing’, che permette il mantenimento delle terminazioni nervose allo scopo di ridurre le problematiche legate alla ripresa della funzionalità sessuale”, spiega il dott. Taverna.

La chirurgia urologica robotica, inoltre, consente il trattamento di tumori al rene,dipatologie ostruttive o malformative dell’uretere ed il trattamento, in casi selezionati, di patologie pelviche (es. prolasso vescicale).

Robot “da Vinci”: nuove opportunità anche nella chirurgia del colon-retto
“Nei prossimi mesi, la chirurgia robotica sarà utilizzata anche nel trattamento delle patologie del colon-retto. Un approccio all’avanguardia per malattie che hanno un crescente impatto sociale. Sino ad ora oltre alla chirurgia tradizionale si eseguiva presso il nostro Istituto la chirurgia laparoscopica. Ora, con il Robot “da Vinci”, l’équipe eseguirà le resezioni colon rettali anche con approccio robotico sia per il trattamento delle patologie maligne che per le patologie benigne”, conclude il dott. Walter Zuliani, responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia dell’Istituto.

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