Trapianto di cellule staminali. Al San Raffaele il secondo meeting della Fondazione InScientiaFides

Fondazione InScientiaFides

Luana Piroli, presidente Fondazione: “Raggiunto l’obiettivo di integrare il dialogo sulla ricerca delle staminali tra soggetti pubblici e privati. Unanime è emersa la necessità di investire in Italia in nuove linee di ricerca scientifica”.

Presentati studi per estrarre le cellule staminali pluripotenti e le mesenchimali da cordone ombelicale, tessuto adiposo, gelatina di Wharton.

Il punto sul trapianto di cellule staminali: tra le soluzioni terapeutiche di numerose patologie congenite o acquisite, neoplastiche e non, in ambito ematologico, oncologico, immunologico, endocrinologico

IMG-20150513-WA001Milano, 14 maggio 2015 – Con un ottimo riscontro di pubblico si è svolto ieri, al San Raffaele di Milano, il II Meeting Fondazione InScientiaFides dal titolo “La sfida delle cellule staminali: da una storia di successi a nuovi traguardi”, organizzato dalla Fondazione InScientiaFides con il patrocinio della Regione Lombardia, di AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata) ed EXPO Milano 2015.

“Abbiamo raggiunto l’obiettivo – ha affermato Luana Piroli, presidente della Fondazione InSicentiaFides – di integrare il dialogo sulla ricerca delle cellule staminali tra soggetti pubblici e privati. Unanime è emersa tra i relatori la necessità di investire in Italia in nuove linea di ricerca in merito in particolare alle mesenchimali e alle pluripotenti”.

Dalle relazioni degli intervenuti, provenienti da vari Istituti di ricerca italiani e europei, è emerso che il trapianto di cellule staminali è una realtà in ambito ematologico, oncologico, immunologico, endocrinologico. Inoltre, sono in corso ricerche scientifiche per disporre di pluripotenti e mesenchimali da cordone ombelicale, tessuto adiposo, gelatina di Wharton.

La letteratura scientifica dimostra come le cellule mensechimali (MSCs) da tessuto adiposo e dalla gelatina di Wharton siano sorgenti cellulari che possono essere utili per il trattamento di diverse patologie, tra cui le lesioni cutanee, tendinee e ossee, e anche lesioni al miocardio, diabete e malattie neurologiche.

IMG_3718Presentati anche progetti studio sulle iPSCs (cellule staminali pluripotenti indotte) da cordone ombelicale e da altre fonti tissutali, studi su cellule staminali pluripotenti come modello per lo studio della cardiomiogenesi e patologie cardiache e sulle cellule mesenchimali stromali (MSCs) nel trattamento delle malattie immuno-mediate. Maggiori le sorgenti tissutali, maggiori i modelli di studio e le disponibilità per possibili future applicazioni mediche.

“Gli argomenti di cui parliamo rappresentano opportunità terapeutiche consolidate, che negli anni hanno migliorato il percorso di cura e rappresenteranno, ci auguriamo, nuove opportunità future – ha dichiarato nel corso del convegno Luana Piroli, tracciando un bilancio di come sono state utilizzate risorse e competenze dalla prima edizione del Meeting nel 2013 – Fare ricerca oggi è difficile e nonostante questo loro sono qui perché credono nel loro lavoro e li guida la passione, per questo li ringrazio! Il sapere condiviso è alla base del progresso”.

Luana Piroli è entrata nel merito degli studi supportati dalla Fondazione InScientiaFides:

  • produzione di megacariociti e di eritoblasti (cellule progenitrici dei globuli rossi) da cellule staminali ematopoietiche derivate dal sangue del cordone ombelicale;
  • protocollo di validazione scientifica inviata, in attesa di conferma, a Trasfusion (rivista scientifica di settore), relativo all’estrazione delle cellule mesenchimali e crioconservazione da tessuto del cordone ombelicale;
  • si sta testando le cellule mesenchimali da cordone ombelicale per abbattere la GVHD (malattie del trapianto contro l’ospite) in collaborazione con l’èquipe del dott. Attilio Bondanza dell’Ospedale San Raffaele;
  • si sta testando le mesenchimali da tessuto adiposo per la produzione di cartilagine in collaborazione con l’èquipe del dott. Giuseppe Peretti dell’Istituto Ortopedico Galeazzi;
  • condivisione di un percorso di regolamentazione in collaborazione con il dott. Leopoldo La Ricchia Robbio dell’Andalusian Initiative for Advanced Therapies (IATA);
  • si sta affinando una procedura migliorativa per lo scongelamento dei campioni crioconservato di sangue cordonale con il tema del prof. Francesco Lanza.

La giornata di lavori è stata divisa in due sessioni: nella prima, si sono puntualizzati i successi raggiunti con le cellule staminali in campo ematologico e nel trapianto di cellule staminali ematopoietiche, un percorso di cura che vanta 1milione di applicazioni e che diventa sempre di più efficace e necessario.

Nel merito, il direttore scientifico della Fondazione, dott. Luca Pierelli, ha chiarito: “La moderna pratica ematologica dispone di diverse modalità di trapianto, autologo e allogenico: il primo trova applicazione nei linfomi e nei mielomi, mentre la forma allogenica nelle leucemie acute, più raramente nelle forme leucemiche croniche ed in qualche forma linfoproliferativa con caratteristiche prognostiche particolarmente sfavorevoli. La base metodologica e clinico-terapeutica sviluppatasi a favore del trapianto emopoietico rappresenta, ai nostri giorni, un’utilissima base conoscitiva e di competenze per poter affrontare altre attività potenzialmente terapeutiche a base di altre popolazioni di cellule staminali che persistono nei tessuti degli individui adulti”.

La seconda sessione del convegno è stata dedicata alla Medicina Rigenerativa.

fonte: ufficio stampa

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