Tagli sanità e contratto: Anaao Assomed pronta allo sciopero nazionale

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medici-1Roma, 20 settembre 2016 – La Direzione Nazionale considera estremamente preoccupante lo stato di crisi del SSN, costretto tra definanziamento progressivo, federalismo di abbandono, mortificazione dei professionisti, iniquità crescenti a danno dei cittadini. Il collasso annunciato di un servizio sanitario nazionale e pubblico trascina con sé la fine del diritto alla salute, uno, indivisibile, proprio della persona, e del ruolo professionale dei medici e dirigenti sanitari, alle prese con peggioramento delle condizioni di lavoro, marginalizzazione dai livelli decisionali, livelli retributivi incompatibili con il peso e il rischio di un lavoro chiamato a rendere esigibile un bene costituzionalmente protetto. Continuano a mancare politiche sanitarie che diano il segno di un futuro alla sanità pubblica ed il Presidente del Consiglio continua a non dire quale posto assegna alla sanità nella agenda del suo Governo.

Il finanziamento a disposizione del rinnovo del contratto di lavoro, simbolico come ha riconosciuto lo stesso Presidente del Consiglio, si accompagna ad una demolizione dei contratti precedenti operata ogni anno dalle leggi finanziarie, che ha fatto sì che la riduzione numerica del personale non apportasse alcun beneficio ai fondi contrattuali fino a rendere le risorse accessorie a disposizione nel 2016 inferiori a quelle concordate nel 2010. In un far west di regole, un fai da te applicativo che non riconosce valore nemmeno alla legge.

I medici e i dirigenti sanitari, specie i giovani, hanno già pagato un alto prezzo al risanamento dei conti in termini di valore assoluto e potere d’acquisto delle loro retribuzioni nonché di crescente disagio lavorativo. L’innalzamento dell’età media, giunta al vertice mondiale, e il lavoro notturno oltre i 65 anni, si accompagna ad un abuso di contratti atipici ed una precarizzazione del lavoro, privando una intera generazione di certezza di vita personale e professionale. Il fallimento del sistema formativo universitario ha creato una sacca di medici privi di sbocco lavorativo e di possibilità di accesso alla formazione post laurea, terreno di coltura per caporali pubblici privati, che li utilizzano per garantire i servizi ed assicurare un formale rispetto della direttiva europea sull’orario di lavoro.

La Direzione Nazionale ritiene che senza risorse ulteriori non esistano le condizioni per un rinnovo del CCNL che non sia peggiorativo dell’esistente, viste anche le voci ricorrenti di ennesima elusione dell’impegno ad un sostanziale incremento del fondo sanitario, se non di ulteriori tagli.

Il combinato disposto di scarso finanziamento, statale o regionale, e di depredazione continua dei fondi accessori, frutto di leggi finanziarie punitive fino all’accanimento, e di esegesi opportunistiche delle Aziende e delle Regioni, che persevera grazie all’articolo 9-quinquies della L.125/2015 ed al comma 236 della finanziaria 2015, depaupera le risorse contrattuali destinate a premiare il merito, remunerare il disagio e restituire valore al lavoro dei professionisti. Il rinnovo contrattuale deve avere come punto di partenza i fondi aziendali 2010 e la salvaguardia della RIA a partire dal 2016, prevedendo anche per il pubblico impiego la defiscalizzazione del salario di produttività ed i benefici del welfare aziendale. L’aumento di produttività non può avvenire a costo zero, ed il cronico problema delle liste d’attesa può positivamente giovarsi degli strumenti contrattuali esistenti opportunamente defiscalizzati.

La Direzione Nazionale ritiene che il disagio lavorativo vada adeguatamente remunerato, e sottoposto a limiti di età e carico di lavoro, perché incide negativamente sulla sicurezza delle cure per i cittadini e per gli operatori, come episodi recenti dimostrano e la letteratura internazionale evidenzia. Le eventuali deroghe alla normativa sull’orario di lavoro non possono essere disgiunte dalla valutazione del tasso di stabilizzazione dei precari e dei livelli occupazionali

La Direzione Nazionale ritiene che possano costituire parole d’ordine della tornata contrattuale la valorizzazione del lavoro professionale, la limitazione del disagio lavorativo, l’estensione delle tutele a tipologie di lavoro diverse, la costituzione di profili di carriera professionale, che includano le esperienze da precari, pari a quelli gestionali.

La Direzione Nazionale ritiene necessario che la legge di stabilità si faccia carico delle esigenze di sostenibilità del SSN e di un CCNL che sia strumento di governo e di innovazione del sistema, oltre che di cambiamenti delle condizioni di lavoro che restituiscano dignità e sicurezza ai professionisti. A sostegno di tali esigenze dichiara lo stato di agitazione della categoria invitando le altre organizzazioni sindacali a concordare tutte le iniziative ritenute necessarie e mettendo a disposizione del Segretario Nazionale 72 ore di sciopero nazionale.

fonte: ufficio stampa

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