Strumenti chirurgici in miniatura per la cura della calcolosi renale e ureterale

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Solo tre ospedali in Italia hanno la stessa tecnologia dell’Istituto di Cura Città di Pavia e dell’Istituto Clinico Beato Matteo di Vigevano

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Dott. Paolo Puppo

Pavia, 14 luglio 2016 – L’ultima novità nella cura della calcolosi renale si chiama MICROPERC ed è praticata in soli tre centri in Italia tra cui il Polo Urologico degli Istituti di Cura di Pavia e Vigevano del Gruppo ospedaliero San Donato, diretto dal dott. Paolo Puppo, uno dei pionieri della chirurgia mininvasiva, coadiuvato dal dott. Francesco Germinale.

La vera peculiarità di una simile tecnologia consiste nella miniaturizzazione degli strumenti chirurgici che agevola il paziente rendendo meno invasiva, ma maggiormente efficace, la pratica chirurgica. La MICROPERC, infatti, prevede l’utilizzo di un piccolissimo ago di circa 1mm-1.5mm, introdotto per via percutanea dal dorso, provvisto all’interno di un canale per le fibre ottiche che trasferiscono l’immagine su un monitor, un secondo canale per l’ingresso della soluzione fisiologica per dilatare le cavità renale durante l’intervento e un terzo canale per la fibra laser di 200micron che polverizza il calcolo.

Una seconda tecnica, oggi ampiamente usata presso l’Istituto di Cura Città di Pavia e l’Istituto Clinico Beato Matteo, è la RIRS, procedura ancora meno invasiva simile alla MICROPERC, ma meno recente. La RIRS consente infatti di raggiungere il calcolo renale o ureterale mediante vie naturali, quali uretra e vescica, tramite uno strumento flessibile a fibre ottiche (ureterorenoscopio) di calibro molto piccolo. Anche questo strumento è dotato di canale interno per la conduzione della soluzione fisiologica e della fibra laser. Grazie a queste modernissime tecniche, i tempi di recupero diventano più veloci ed il paziente può lasciare l’ospedale già il giorno dopo l’intervento. La percentuale di successo è molto elevata, vicino al 100%, in una sola seduta.

La patologia
La calcolosi urinaria rappresenta una delle più diffuse patologie: in Italia si stima colpisca il 15-20% della popolazione e spesso si rivela recidiva nell’arco di una vita. I calcoli urinari sono dovuti principalmente all’eccessiva concentrazione di sali nelle urine, ad eccessi dietetici, alterazioni metaboliche, malformazioni renali o ancora a un insufficiente apporto idrico quotidiano. Nei casi più gravi è necessaria l’asportazione chirurgica dei calcoli dall’organismo, così da prevenire l’insorgere di coliche renali spesso accompagnate da nausea o ulteriori disturbi.

Fino agli anni ’80 si ricorreva ad interventi chirurgici a cielo aperto e solo successivamente vennero introdotte tecniche endoscopiche e la litotrissia extracorporea, ovvero la frammentazione del calcolo dall’esterno mediante onde d’urto generate da un apparecchio.

fonte: ufficio stampa

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