Soccorso pubblico e protezione civile, appello Croce Rossa Italiana: “Stop emendamento del Senato”

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Roma, 10 novembre 2017 – “Nell’augurarci che sia una svista e che non si voglia invece procedere allo smantellamento di quanto di positivo ha prodotto il processo di riorganizzazione e privatizzazione della Croce Rossa Italiana delineato dal D.lgs. 178/2012, chiediamo di ritirare l’emendamento promosso dalla Commissione Salute e Igiene del Senato contenuto nel Decreto Fiscale in discussione in questi giorni che, all’art.16 “Disposizioni urgenti in materia di soccorso pubblico e protezione civile”, chiede in pratica di tornare indietro di 40 anni.

Tornare cioè a una Croce Rossa Italiana interamente pubblica, dove non esistevano organi elettivi, i bilanci erano fuori controllo, i volontari non avevano voce in capitolo, i Comitati locali non erano altro che mera emanazione del Comitato nazionale di Roma, che operava fuori dal contesto internazionale.

Non siamo disponibili a tornare indietro, dopo 4 anni di faticosi progressi e di un percorso positivo che oggi premia la Croce Rossa Italiana con l’elezione del suo Presidente a Presidente della Federazione internazionale delle Società nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, con il numero di volontari che è cresciuto fino a oltre 160mila in tutta Italia, con un bilancio che finalmente chiude l’anno in positivo, con una indipendenza riacquisita proprio grazie al D.lgs. 178/2012 e sancita da Principi Fondamentali che hanno più di un secolo di storia.

Un percorso che ci ha consentito di avere oggi un ruolo credibile di ente ausiliario allo Stato Italiano nel Paese e nel mondo. Non si deve stravolgere un processo virtuoso di privatizzazione e riorganizzazione con un emendamento inserito, peraltro, in un Decreto Fiscale.

Si apra semmai un confronto, al quale nessuno ci ha mai invitati, e si spieghi agli oltre 160mila volontari, alle centinaia di Comitati sul territorio nazionale, agli organi democraticamente eletti e anche alla Federazione internazionale che oggi orgogliosamente guidiamo e al Paese, cosa è meglio.

Una Croce Rossa Italiana che funziona, credibile sul piano nazionale e internazionale, con un bilancio in positivo, le cui le funzioni ausiliarie allo Stato sono aumentate, democratica, con organi eletti e indipendente così come sono le Società nazionali di Croce Rossa nel mondo, oppure il vecchio Ente pubblico sovraccarico di debiti con dirigenti condannati dalla Corte dei Conti, squalificata sul piano nazionale e internazionale, quasi espulsa dal Movimento nel 2004 per mancato rispetto del principio di indipendenza e con i volontari in fuga permanente e senza alcun ruolo nella scelta democratica dei vertici?”.

Così in una nota il Consiglio Direttivo Nazionale di Croce Rossa Italiana.

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