Radiochirurgia cerebrale, arriva in Italia l’ultima evoluzione tecnologica

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Prof. Mario Taccolini, Presidente di Fondazione Poliambulanza e Prorettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore: “L’innovazione rappresenta per Poliambulanza un valore. Nel corso degli anni abbiamo raccolto la sfida di essere un ospedale moderno, cercando di armonizzare il progresso sanitario-tecnologico con una visione del paziente come persona nella sua totalità”

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Brescia, 16 settembre 2017 – Fondazione Poliambulanza è il primo Istituto Ospedaliero in Italia a dotarsi dell’innovativo sistema Leksell Gamma Knife Icon di Elekta, l’ultima evoluzione tecnologica nel campo della radiochirurgia stereotassica.

Il nuovo modello Icon rende possibile ampliare di circa il 20% le possibilità di trattamento, introduce la possibilità di utilizzare una maschera termoplastica personalizzata per un maggior comfort del paziente e garantisce una maggiore precisione e accuratezza grazie a un sistema di Imaging stereotassico integrato (da qui il nome Icon che in greco significa Immagine) e di un Adaptive Dose Control che aggiorna in tempo reale, per ogni seduta terapeutica, il piano di trattamento e l’erogazione della dose.

“L’innovazione rappresenta per Poliambulanza un valore – dichiara il prof. Mario Taccolini, Presidente di Fondazione Poliambulanza e Prorettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – Nel corso degli anni abbiamo raccolto la sfida di essere un ospedale moderno, cercando di armonizzare il progresso sanitario-tecnologico con una visione del paziente come persona nella sua totalità. L’innovativo modello Gamma Knife Icon arricchisce e completa l’offerta curativa radioterapica e neurochirurgica del nostro territorio, già eccellente per professionalità e disponibilità tecnologiche”.

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La radiochirurgia consente di colpire con un’elevata dose di radiazioni lesioni cerebrali di dimensioni ridotte, tumorali e non, in modalità mini-invasiva cioè senza richiedere alcuna incisione del cranio e senza ledere le parti cerebrali sane limitrofe ponendosi quale alternativa consolidata all’intervento chirurgico tradizionale.

Una delle metodiche di radiochirurgia stereotassica è la Gamma Knife, una forma speciale di radioterapia che utilizza un sistema multisorgente per somministrare raggi gamma con precisione al decimo di millimetro. I raggi emessi convergono in elevata dose nel medesimo punto (isocentro) e in bassissima dose nei tessuti sani circostanti. La testa del paziente viene posizionata in modo tale che la lesione coincida con il centro focale in cui collima la massima quantità di raggi. Durante l’irradazione sia la testa del paziente che le sorgenti radianti sono fisse: questo garantisce la massima precisione di trattamento.

Le applicazioni
Ad oggi vengono trattati con Gamma Knife circa 79.000 nuovi pazienti all’anno nel mondo. In Italia, la tecnologia Gamma Knife è presente solo in 7 centri. Oltre ai tumori cerebrali maligni e benigni, è possibile trattare alcune malformazioni vascolari (MAV, angiomi cavernosi, fistole durali) e alcune patologie funzionali quali la nevralgia trigeminale, alcune forme di epilessia e alcuni tipi di patologie del movimento. Recenti attività di ricerca clinica offrono risultati promettenti anche in campo oftalmologico.

I vantaggi della radiochirurgia stereotassica
La radiochirurgia allarga lo spettro delle patologie cerebrali trattabili, consentendo di raggiungere aree profonde del cervello difficilmente operabili oppure di intervenire su pazienti il cui stato clinico non permette di sostenere una procedura chirurgica. A questi vantaggi si aggiungono tempi di ricovero ridotti (circa 1-2 giorni) e nessuna riabilitazione post-operatoria.

I più recenti protocolli terapeutici identificano la radiochirurgia anche come complemento alla chirurgia, alla radioterapia eseguita con altri tipi di apparecchiature (acceleratori lineari) e ai trattamenti chemioterapici.

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