Privacy, limite o opportunità? Gli esempi delle nuove tecnologie e dei dati sanitari. Seminario a Pisa

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Il promotore e coordinatore scientifico Giovanni Comandé, docente di diritto privato comparato: “È tempo di spiegare che molte cose si possono fare proprio perché c’è la protezione della privacy”

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Pisa, 12 settembre 2109 – “Privacy: limite o opportunità? Gli esempi delle nuove tecnologie e dei dati sanitari” è il seminario che vede l’intervento di Antonello Soro, Presidente Garante per la protezione dei dati personali, in programma mercoledì 18 settembre (inizio ore 15.00, aula magna) alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, con l’introduzione e il coordinamento di Giovanni Comandé, docente di diritto privato comparato all’Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Alla relazione di Antonello Soro segue la tavola rotonda, moderata da Giovanni Comandé e Andrea Roventini, docente di economia politica all’Istituto di Economia della Scuola Superiore Sant’Anna, con la partecipazione di Sabina Nuti, rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna; Marta Colonna, Team per la trasformazione digitale della Presidenza del consiglio dei ministri; Massimo Moggi, affiliato all’Istituto di Economia della Scuola Superiore Sant’Anna; Dino Pedreschi, docente di informatica all’Università di Pisa.

La tavola rotonda vuole sfatare la sempre più diffusa convinzione secondo cui, nell’era dei cosiddetti “big data” – caratterizzati da elevata capacità computazionale e della condivisione continua di dati – la protezione dei dati personali ostacoli lo sviluppo di strumenti innovativi ed efficaci. I relatori arriveranno a confutare questa tesi, interrogandosi su due fra i temi più controversi: l’innovazione e il lavoro nell’era degli algoritmi, la nozione di dato relativo alla salute.

“La protezione dei diritti e delle libertà nel trattamento dei dati – sottolinea Giovanni Comandé nell’annunciare l’evento – è sempre di più al centro delle cronache e delle regole perché sempre più attorno ad essa ruota la nostra vita quotidiana come cittadini, professionisti, imprenditori. Troppo spesso si ripete che qualcosa non si può fare perché ‘c’è la privacy’. È tempo di spiegare che molte cose si possono fare proprio perché c’è la protezione della privacy. Questa chiede soltanto di operare nel rispetto dei diritti e delle libertà. Del resto, il nuovo regolamento europeo enfatizza proprio questa doppia anima della disciplina: la protezione delle persone fisiche, con riguardo al trattamento dei dati personali, e la libera circolazione di tali dati”.

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