Medicina di precisione, firmata la convenzione per l’avvio delle attività di ricerca del Tecnopolo pugliese

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Siglato l’accordo tra Regione Puglia, Consiglio nazionale delle ricerche, Irccs “Giovanni Paolo II” di Bari e Università di Bari per l’avvio della seconda fase del Tecnopolo per la Medicina di Precisione. Nato dalla collaborazione tra l’istituto di nanotecnologia del Cnr, l’lstituto tumori di Bari e il Centro di malattie neurodegenerative e dell’invecchiamento cerebrale dell’Università di Bari presso l’Ospedale ‘G. Panico’ di Tricase, il Tecnopolo mira a dare impulso alla ricerca traslazionale nel settore della medicina di precisione mediante approcci innovativi basati sulle nanotecnologie

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Roma, 27 novembre 2018 – La prima fase dell’implementazione del Tecnopolo, inaugurato lo scorso dicembre presso la sede dell’Istituto di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Nanotec) di Lecce, ha visto in questi mesi l’avvio dei lavori di realizzazione delle nuove facilities open access: oltre 2.000 m2 di nuovi laboratori per le nanotecnologie applicate alle scienze mediche che saranno operativi entro aprile 2019, al fine di realizzare un riferimento internazionale per ricercatori e aziende attivi nel settore biomedicale e della medicina di precisione. Un’infrastruttura di eccellenza che già conta oltre 10mila m2 di laboratori e 200 ricercatori con profili scientifici interdisciplinari, provenienti da diverse regioni d’Italia e nazioni estere.

Tale fase è stata concertata e finanziata dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur) e il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). Con la firma della convenzione odierna, la Regione Puglia si impegna a finanziare il Tecnopolo per ulteriori 28 milioni di euro in 6 anni, proseguendo il cammino delineato e avviando la fase di reclutamento del personale, mediante bandi di selezione pubblicizzati a livello internazionale di oltre 50 ricercatori e medici presso il Tecnopolo di Lecce e le strutture dell’Università di Bari e dell’Irccs “Giovanni Paolo II” di Bari, dove verranno condotte le attività cliniche. L’investimento complessivo è di 37 milioni di euro, di cui 28 milioni di euro per sei anni a carico della Regione Puglia e 9 milioni di euro a carico del Cnr.

“Il Cnr con un ruolo chiave di pianificazione della ricerca per aree strategiche, di  ente aggregativo e sinergico con le istituzioni nazionali, con il Miur e Confindustria, e con le eccellenze locali con la Regione Puglia, l’Istituto di nanotecnologia del Cnr, l’Università di Bari, l’Istituto tumori di Bari e il Centro di malattie neurodegenerative e dell’invecchiamento cerebrale (Cmndg), l’Irccs ‘Giovanni Paolo II’ continuerà ad investire nella costituzione di infrastrutture di altissimo livello e in politiche di reclutamento capaci di competere a livello internazionale, di attrarre ricercatori italiani e stranieri, incentivare il rientro di cervelli italiani dall’estero, contribuire a sviluppare e rafforzare la presenza di aree geografiche virtuose e attrattive anche nel Sud d’Italia”, afferma il presidente del Cnr, Massimo Inguscio.

“Il potenziamento della rete sanitaria mediante l’interconnessione con le strutture di ricerca d’eccellenza attive sul territorio è una linea prioritaria della Regione Puglia nella lotta contro i tumori e le malattie neurodegenerative, la cui prevalenza e rilevanza è destinata ad aumentare a causa degli stili di vita e dell’invecchiamento della popolazione. Ma Regione Puglia anche su questi temi non è impreparata. Sono temi su cui sta lavorando intensamente e da tempo proprio, con progetti specifici, per sensibilizzare la popolazione ad una profonda modifica degli stili di vita”, conferma il Presidente Michele Emiliano.

“La sfida della medicina moderna è tradurre nella pratica clinica gli enormi progressi compiuti dalla scienza e dalla tecnologia. In questo contesto le nanotecnologie, focalizzate sull’indagine e sulla manipolazione della materia a livello nanometrico-molecolare, si presentano come uno strumento potentissimo al servizio della medicina di precisione, la nuova frontiera che punta allo sviluppo di trattamenti personalizzati per il singolo paziente”, prosegue Giuseppe Gigli, direttore di Cnr-Nanotec e coordinatore del Tecnopolo.

“Siamo di fronte ad una svolta storica – dichiara Antonio Delvino, direttore generale dell’Irccs Giovanni Paolo II – Per la prima volta in Puglia si crea una solida e stabile integrazione tra soggetti diversi dotati di altissime competenze complementari, investendo nel settore della medicina di precisione e della nanotecnologia per il potenziamento degli strumenti di cura contro il cancro”.

“La medicina di precisione e personalizzata è la nuova frontiera anche per la lotta contro le malattie neurodegenerative dove una diagnosi precoce e valida da un punto di vista neuropatologico, fino a poco tempo fa, non era possibile in vivo. Questo settore sta conoscendo enormi cambiamenti in brevissimo tempo e la scoperta di nuove ed efficaci terapie è strettamente collegata all’arrivo di nuove tecnologie nella ricerca e nella clinica. Questo sviluppo recente apre una nuova era in cui i ricercatori e i clinici pugliesi potranno avere un ruolo importante a partire dal Tecnopolo, ponte tra la medicina di eccellenza della regione e l’avanzamento tecnologico condotto dall’Istituto di nanotecnologie Cnr”, conclude Giancarlo Logroscino, responsabile delle attività in ambito neurologico e neuroscienze del Tecnopolo.

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