MDC e MNLF al Parlamento: “Liberalizzate i farmaci di fascia C”

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farmacia-mediciRoma, 21 dicembre 2015 – Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC), associazione di consumatori che si occupa della difesa dei diritti dei cittadini e il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti lanciano un appello congiunto al Parlamento: “Liberalizzate senza indugi i farmaci di fascia C”.
Antonio Longo, presidente MDC, e Vincenzo Devito, presidente MNLF, firmano assieme l’appello al Parlamento: liberalizzare i farmaci con obbligo di ricetta che i cittadini pagano di tasca propria fa bene al Paese e agli interessi dei consumatori.

I consumatori, scrivono le due associazioni, sanno bene quali sono stati i vantaggi di cui hanno usufruito dopo la liberalizzazione dei farmaci da banco e malgrado i “maldestri” tentativi per nasconderne gli effetti positivi, chiedono che il processo di liberalizzazione sia portato a compimento. Non c’è nessun motivo valido per non liberalizzare questo settore. Solo vantaggi per la crescita economica del Paese e per i cittadini.

Nessun rischio per la salute in quanto i farmaci verranno consegnati da un farmacista laureato ed abilitato, nessuna chiusura perché le farmacie continuano a detenere oltre il 91% del mercato, nessun pericolo di abuso perché i controlli sono gli stessi previsti per le farmacie. Solo vantaggi per l’economia con 5.000 nuovi posti di lavoro nelle parafarmacie, 3.000/3.500 nuove aziende e 700 milioni di nuovi investimenti in tre anni a costo zero per lo Stato.

Solo benefici per i consumatori con risparmi stimati intorno ai 500 milioni di euro.
Liberalizzare dunque fa bene al Paese, scrivono le due associazioni, e l’Italia ha necessità impellente di una crescita stabile e forte. Il Parlamento è invitato ad abbandonare per sempre logiche protezionistiche e a guardare agli interessi generali della comunità che l’ha eletto.

Nell’appello anche un invito rivolto ai titolari di farmacia: dovete guardare avanti, al futuro e per fare questo serve risolvere definitivamente il grave problema d’iniquità che blocca lo sviluppo della categoria. Non basta far entrare capitale privato, senza concorrenza vera il rischio è la creazione di un oligopolio dove i primi a soccombere saranno proprio le farmacie più piccole.

Il farmacista italiano può fare molto di più per la società italiana, oggi è bloccato da leggi che favoriscono rendite di posizione, domani potrebbe diventare nuovamente protagonista in un sistema sanitario tra pubblico e privato allargato a nuove competenze e professionalità. Serve unità d’intenti, ma prima pari opportunità.
Vincenzo Devito e Antonio Longo chiedono ai senatori che discutono il Ddl Concorrenza di accogliere le istanze che vengono dalla società e quindi di emendare la legge liberalizzando i farmaci di fascia C.

fonte: ufficio stampa

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