Inquinamento urbano

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mamma-bambino-virus-influenza-inquinamentoRoma, 21 dicembre 2015 – In generale, il tasso di inquinamento in una città è determinato da tre fattori: emissioni, reazioni chimiche e stato fisico della bassa atmosfera. Nelle ultime settimane in Italia abbiamo sicuramente acceso i riscaldamenti, ma soprattutto abbiamo a che fare con una situazione meteorologica molto particolare: alta pressione persistente con valori molto elevati (attualmente quasi 1030 hPa (ettoPascal)). Questa situazione è dovuta prevalentemente all’attuale fase positiva dell’oscillazione nord-atlantica (NAO – North Atlantic Oscillation, un indice della variabilità naturale del clima europeo), che viene dopo un autunno molto caldo e secco. Questa situazione non sembra dover cambiare di molto nei prossimi giorni.

A parità di emissioni e reazioni chimiche, tutto questo determina una forte divisione tra gli strati più bassi dell’atmosfera e quelli superiori, impedendo agli inquinanti emessi al suolo di disperdersi efficacemente verso l’alto. La mancanza di vento significativo impedisce inoltre il trasporto degli inquinanti verso l’esterno delle città. Questi inquinanti restano quindi confinati nelle immediate vicinanze del suolo, creando quella “cappa” grigia che frequentemente si può vedere sopra le città italiane, formata essenzialmente da polveri sottili.

Questa particolare situazione meteorologica si va a sommare a criticità che sono tipiche di alcune zone e città italiane. Si pensi alla Pianura padana, un bacino chiuso su tre lati da Alpi e Appennini e in cui il ricambio di aria è solitamente molto basso, anche in condizioni meteorologiche meno critiche. Oppure pensiamo a città con una viabilità difficile come Roma in cui si viaggia spesso a velocità ridotte e dunque per molto tempo. Un dato parzialmente positivo è che siamo in inverno e quindi alcuni inquinanti secondari, come l’ozono, che si formano per interazione tra gli inquinanti primari (emessi direttamente da noi) e la luce solare soprattutto in condizioni di alte temperature, hanno comunque valori piuttosto bassi.

In questa situazione, la soluzione ai nostri problemi va ricercata in azioni strutturali nelle zone urbane, con incentivi al trasporto tramite mezzi più ecologici e azioni per rendere il traffico più fluido, nonché azioni di risparmio energetico per gli edifici ed efficientamento degli impianti di riscaldamento. Le azioni di risposta emergenziale, come i blocchi del traffico e le targhe alterne, riescono solo a limitare i danni, ma non danno una risposta vera al problema.

In questo ambito, conviene ricordare che gli sforzi che dovremo fare per rallentare il riscaldamento globale, come quelli ipotizzati nell’ultima Conferenza sul clima di Parigi, COP21, possono aiutare anche a contenere l’inquinamento atmosferico a scala urbana, mediante strategie win-win (doppiamente vincenti) in cui le stesse misure di riduzione delle emissioni inquinanti possono portare vantaggi su entrambi i fronti, clima e inquinamento urbano.

fonte: ufficio stampa

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