Malattie neurologiche, trauma cranico, droghe. L’impatto sul cervello giovane

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A cura del prof. Gianluigi Mancardi, Direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Genova

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Le malattie neurologiche che colpiscono in giovane età
Molte sono le malattie neurologiche che possono avere il loro esordio in età giovanile, come ad esempio alcune malattie muscolari, malattie infettive e infiammatorie, i traumi, alcuni tumori, l’epilessia, le cefalee, malattie degenerative o immunomediate del sistema nervoso periferico, malattie metaboliche e malattie autoimmuni come la sclerosi multipla.

Senza entrare nel merito di tutte queste forme morbose, vogliamo sottolineare come per molte di queste malattie esistono cure specifiche e attive e pertanto è necessaria una diagnosi precisa, dettagliata e precoce. Ad esempio, l’epilessia è una malattia nella maggior parte dei casi curabile, ma è necessario diagnosticare correttamente la forma da cui il paziente è affetto e quindi impostare una cura adatta.

La sclerosi multipla ha un esordio nella età giovanile e ora abbiamo a disposizione almeno 20 diverse terapie, ognuna con diverso grado di efficacia e anche differente grado di sicurezza ed effetti collaterali. È fondamentale effettuare una diagnosi precoce ed in genere questo è oramai agevole con gli esami che abbiamo a disposizione, come la Risonanza Magnetica, l’esame liquorale e la neurofisiologia.

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Prof. Gianluigi Mancardi

Sceglieremo il farmaco più adatto alla forma di malattia, che sarà più o meno aggressiva e a rischio o meno di importante invalidità in tempi brevi. Tutti gli studi effettuati sulla sclerosi multipla concordano che iniziare precocemente la cura vuole dire ridurre il rischio di disabilità e progressione della malattia negli anni immediatamente successivi all’esordio.

Quindi, curare queste malattie precocemente vuole dire preservare il sistema nervoso il più possibile da ulteriori danni e migliorare di conseguenza la vita dei nostri giovani pazienti.

L’impatto di tutti i traumi sul cervello giovane
Il trauma cranico e il trauma spinale sono la più importante causa di disabilità nella età giovanile. La causa più frequente è rappresentata dagli incidenti stradali e sono quindi necessarie campagne di informazione e una cultura rivolta alla prevenzione per ridurne la frequenza. Gli esiti del trauma dipendono certamente dalla gravità dello stesso e dall’entità ed estensione delle lesioni nervose, ma si è visto che traumi anche relativamente lievi sono in grado di causare un danno assonale diffuso a livello del sistema nervoso centrale, che può manifestarsi successivamente con disturbi cognitivi di una certa rilevanza.

Il giovane ha certamente maggiori capacità di recupero rispetto a un adulto o un anziano, ma, come già sottolineato, gli esiti a distanza del trauma dipendono essenzialmente dalla sua gravità e dalle possibili complicanze a breve e lungo termine.

Studi che hanno valutato l’outcome dopo traumi cranici (Andruszkow et al., Health and Quality of Life Outcomes, 2014) hanno dimostrato che se il trauma avviene in età prescolare, migliore è il recupero rispetto a soggetti in età scolare o adulti. Nella patologia traumatica l’intervento più importante è legato però alle misure di prevenzione, come ad esempio le cinture di sicurezza o il casco, che hanno inciso fortemente sull’incidenza degli eventi traumatici.

Particolare attenzione deve essere riservata, fra le altre, alla eccessiva sonnolenza diurna e notturna, causa frequente di gravi incidenti stradali.

L’impatto delle droghe: i danni sul cervello e le false credenze
Nella età giovanile e adolescenziale le sostanze di cui si fa più abuso e che causano un effetto dannoso sul sistema nervoso sono principalmente l’alcool e la marijuana. Meno utilizzate ma particolarmente lesive sono altre sostanze, come gli allucinogeni, l’ectasy o la cocaina. Numerosi studi hanno valutato l’effetto a distanza di alcool e marijuana, utilizzando tecniche neuropsicologiche ed anche esami come la Risonanza Magnetica (RM) che hanno valutato il danno funzionale e strutturale del sistema nervoso.

È stato dimostrato (Lindsay et al., Curr Psychiatry Rep, 2016) che il cronico abuso di tali sostanze determina un calo della memoria verbale, delle funzioni visuo-spaziali, della memoria di lavoro, dell’attenzione, della concentrazione, con un conseguente abbassamento globale delle funzioni cognitive.

Gli studi in RM dimostrano una riduzione dello spessore della sostanza grigia corticale, specie a livello frontale e temporale, e nell’ integrità della sostanza bianca, in particolare nei tratti delle vie fronto-limbiche. I danni delle droghe pesanti, come la cocaina, sono ben noti da tempo, spesso responsabili di alterazioni strutturali non più reversibili.

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