Malattie neurodegenerative con demenza, l’Università di Perugia partecipa al progetto MIRIADE

Prof.ssa Lucilla Parnetti: “L’investimento europeo per questo progetto conferma l’importanza della ricerca nel campo dei biomarcatori per la corretta e tempestiva diagnosi della malattia di Alzheimer e di altre forme di demenza”

Perugia, 31 gennaio 2020 – L’Università degli Studi di Perugia partecipa al progetto internazionale MIRIADE che, nelle sedi partner del progetto, formerà 15 giovani ricercatori per accelerare il processo di identificazione e sviluppo di nuovi biomarcatori per la diagnosi precoce di malattie neurodegenerative con demenza.

Nel Laboratorio di Neurochimica Clinica, Sezione di Clinica Neurologica-Dipartimento di Medicina dell’Ateneo di Perugia, in particolare, sarà reclutato un assegnista di ricerca che, con un contratto della durata di tre anni, dovrà sviluppare saggi immunoenzimatici per l’analisi di nuovi biomarcatori liquorali ed ematici utili per la diagnosi della malattia di Alzheimer.

Prof.ssa Lucilla Parnetti

Ulteriori informazioni sul progetto MIRIADE (“Multi-omics Interdisciplinary Research Integration to Address DEmentia diagnosis”), con la modalità di partecipazione al reclutamento sono disponibili all’indirizzo internet: https://miriade.eu/

“Come Università di Perugia, siamo orgogliosi di essere group-leader del progetto MIRIADE. L’investimento europeo per questo progetto conferma l’importanza della ricerca nel campo dei biomarcatori per la corretta e tempestiva diagnosi della malattia di Alzheimer e di altre forme di demenza”, spiega la prof.ssa Lucilla Parnetti, responsabile scientifico del progetto per l’Università degli Studi di Perugia.

L’incidenza delle malattie neurodegenerative con demenza nel mondo, in Italia, in Umbria
La demenza è una condizione acquisita che comporta l’incapacità di rispondere alle proprie esigenze quotidiane. Ad essa si associa un progressivo declino delle funzioni cognitive (memoria, abilità linguistiche, attenzione, ragionamento, risoluzione di problemi, etc.) e la presenza di disturbi comportamentali. Circa 50 milioni di persone in tutto il mondo soffrono di demenza, attualmente si stima che tale numero sia pari ad un milione in Italia.

Secondo il Piano Regionale Cronicità pubblicato nel 2017, in Umbria oltre 17.000 persone soffrono di demenza. La malattia di Alzheimer ne rappresenta la causa più frequente (50-60% dei casi), il 10-20% è su base vascolare; in almeno il 15% circa dei casi la forma degenerativa e quella vascolare coesistono. Individuare i primi sintomi di un sospetto deterioramento cognitivo con strumenti clinico-anamnestici e testistici è fondamentale al fine identificare pazienti meritevoli di approfondimento diagnostico mediante l’utilizzo di biomarcatori.

Il progetto MIRIADE
Il progetto MIRIADE sta lavorando a questo grazie all’aiuto di una nuova generazione di ricercatori. L’attenzione è tutta rivolta alla scoperta di biomarcatori e alla convalida clinica, incluse le problematiche dei requisiti normativi. La diagnosi precoce migliorerà in modo significativo le opzioni per il monitoraggio e la modulazione della progressione.

È finanziato dalla Commissione Europea – Research Executive Agency (REA), Programma Marie Skłodowska-Curie European Training Network (ETN). Coinvolge istituzioni accademiche e di ricerca di Belgio, Lussemburgo, Olanda, Francia, Corea del Sud, Spagna, Svezia Regno Unito, Usa, Svizzera, Germania e Italia.

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